Fratelli d’Ucraina

Dicesi sovranista (o anche patriota, che è uguale) colui che vuole che l’interesse della sua nazione, della sua Patria, venga prima di quello di altre nazioni, e ancor più, di altre istituzioni socio-economiche come le banche d’affari, i “filantropi” multimiliardari, le corporations transnazionali e di super-stati come, nel nostro caso, la Ue.
Il sovranista è dunque un individuo che vuole eleggere un Parlamento ed un governo che facciano solidamente l’interesse del proprio popolo, e che non siano eterodiretti da alcuna delle istituzioni su citate.
Questo naturalmente non significa andare ad aggredire la sovranità di altre nazioni, ma sicuramente tenere nel massimo conto la propria, come è normale che sia.

Quando gli italiani, lo scorso 25 settembre, hanno votato in massa Fratelli d’Italia, lo hanno fatto essenzialmente per due ragioni.
La prima, è l’aperta opposizione al tirannico governo Draghi e alla Dittatura Sanitaria, unica forza di un certo peso in Parlamento ad attuarla.
La seconda è quell’idea di patriottismo e sovranismo che il “brand” di Fratelli d’Italia ancora contiene, in un mare di forze politiche che fanno a gare per sdilinquirsi nei confronti dello straniero (Usa ed Ue germanocentrica in primis).
Il voto del 25 settembre è stato, dunque, un voto contro Draghi e le forze che lo hanno appoggiato, e un voto sovranista o patriottico.
Peccato che, come scritto nel post pre-elettorale, il vero voto anti-sistema fosse quello a favore dei partiti realmente sovranisti, come Italexit di Paragone o ISP di Rizzo e Toscano, colpevolmente divisi e così incapaci di superare lo sbarramento.
Un’altra ragione che ha frenato un voto massiccio a favore del fronte sovranista (quindi contro l’Ue, l’Euro, l’asservimento agli Usa e la Dittatura Sanitaria) è stata la sua dichiarata non aderenza ad una futura coalizione di governo.
In pratica, Italexit e simili hanno da subito escluso qualsiasi alleanza futura, facendo presagire un ingresso in Parlamento di sterile opposizione col 3-4%. Che è come dire, voti rubati al centrodestra e un grosso regalo al centrosinistra.

Per queste ragioni, il voto degli italiani, pur con tutte le perplessità del caso, è stato alla fine ben indirizzato. Ora però bisogna fare i conti con questi “sovranisti” al governo.
Il governo Meloni è partito abbastanza bene sul fronte sanitario, cancellando Green Pass e obblighi vaccinali, anche se restano alcune criticità come il Pass che viene ancora richiesto in alcune strutture contra legem. Ma rispetto a un anno fa si sta d’oro, anche se, va detto, questa è ormai la tendenza in tutto il mondo.
Lascia certamente a desiderare la questione delle multe per i 50enni non vaccinati, sospese fino al 30 giugno ma non ancora cancellate, e la commissione d’inchiesta sulla gestione pandemica, la cui presidenza è stata assegnata ad Italia Viva, e che dichiaratamente “non affronterà la questione dell’efficacia dei vaccini” con relativi effetti avversi.
Una commissione del genere sembra una inutile messinscena e poco più.

Ma ancor più lascia a desiderare (anzi, allarma espressamente) la gestione da parte dei sedicenti “Fratelli d’Italia” della questione ucraina. Invece di fare l’interesse nazionale e smarcarci, come auspicato da tutti, da un conflitto che si fa ogni giorno più pericoloso (specie con l’invio di carri armati da parte di Washington e Berlino, come da notizie di questi giorni) i nostri “patrioti” insistono testardamente a fare gli zerbini di Biden, inviando altre armi a Kiev e prolungando le sanzioni nei confronti della Russia.
Un atteggiamento irresponsabile, che ci trascina sempre più in una possibile Terza guerra mondiale, laddove la nostra Costituzione “ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali” e quindi ci imporrebbe di insistere sulla via diplomatica.
Più che Fratelli d”Italia, insomma, stanno diventando dei patetici Fratelli d’Ucraina, mentre il costo degli aumenti (utenze, carburanti, materie prime, generi di prima necessità) sulla carne viva della popolazione si fanno sempre più insostenibili.

Ma questo non è l’unico punto ad allarmare. Negli ultimi giorni è tornata di stretta attualità la ratifica della riforma del famigerato Mes (Meccanismo europeo di stabilità), il mortifero fondo salva-stati che dovrebbe essere ribattezzato fondo commissiona-stati.
Il governo non ha espresso la chiara volontà di negare la ratifica, ma si è detto possibilista, anche se ha ovviamente negato l’intenzione di utilizzarlo. Sul perché il Mes, come la sua riforma, siano strumenti pericolosissimi e da uccidere sul nascere, rimandiamo a questa intervista all’economista Lidia Undiemi.

Abbiamo bisogno di un governo che si smarchi sia dalle follie guerrafondaie della Nato, sia dai trattati capestro della Ue.
Né la prima né la seconda condizione sembrano al momento contemplate dall’attuale esecutivo.
Per far entrare un po’ di grano salis nella testa di deputati e ministri, sarebbe bene iniziare una serie di proteste di piazza sul modello francese contro il caro-vita, gli aumenti folli di bollette, carburanti e beni di prima necessità, il nostro inopportuno coinvolgimento nella guerra in Ucraina, la possibile ratifica del Mes.
Facciamo sentire che al governo vogliamo dei veri patrioti, non dei sovranisti di cartone.

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Il 25 settembre votate l’Antisistema

Si avvicinano le nuove elezioni politiche (a pensione puntualmente maturata dai parlamentari) e inevitabilmente la domanda è: chi votare?
L’astensionismo sarà con ogni probabilità il grande protagonista di questa tornata elettorale, dopo due anni orribili e i cosiddetti partiti “sovranisti” (M5S e Lega) che hanno tradito tutto quello che avevano promesso, spalleggiando Draghi Goldman Sachs, i diktat europei, la Dittatura Sanitaria e l’invio di armi in Ucraina con le sanzioni alla Russia, nel segno dell’atlantismo più servile e masochistico.
La disaffezione per la politica sarà altissima, ma ovviamente non risolverà nulla.
Anche se votasse il 10% della popolazione, sarebbe quello a decidere il nuovo Parlamento. L’unica soluzione è quindi votare i cosiddetti partiti antisistema.

Nell’ultimo post, abbiamo caldeggiato una unione del fronte sovranista e antisistema tale da creare una grande coalizione, in grado di raggruppare il dissenso e costituire una forte alternativa al Partito Unico della Nato, della Ue e della Dittatura Sanitaria.
Questa unione non si è realizzata a causa dei protagonismi tra le varie parti, portando alla nascita di 4 principali liste sovraniste, tra quelle che sono riuscite a raccogliere le firme in pieno Ferragosto.
Ovvero: Italexit con Paragone, Italia Sovrana e Popolare di Rizzo e Toscano, Vita di Polacco e Cunial, Alternativa per l’Italia di Adinolfi e Di Stefano.
E’ inutile ribadire che queste liste sostanzialmente arriveranno a farsi una sorta di guerra tra poveri e fratricida per superare lo sbarramento, portando avanti più o meno le medesime posizioni sui temi più importanti.
A questo punto, la soluzione migliore per evitare che nessuna di queste liste passi il 3%, sarebbe votare compatti per una sola di loro.
E questa lista, a nostro parere, dovrebbe essere Italexit di Paragone.
Il motivo è semplice: Paragone è il leader mediaticamente più forte di tutti, essendo abituato al confronto pubblico e a gestire i dibattiti televisivi, inoltre ha schierato una squadra di altissimo livello comprendente Giovanni Frajese, Giuseppe Barbaro, Andrea Stramezzi, Marco Mori, Giuseppe Sottile, Stefano Puzzer, Marione Improta, Francesco Amodeo, Nunzia Schilirò, Rosanna Ruscito.
Ovvero i migliori esponenti dell’opposizione all’europeismo, all’atlantismo e alla Dittatura Sanitaria.
Per non parlare del programma (qui sintetizzato in 20 pagine), che comprende punti importanti come: l’uscita da Euro e Ue; il No secco a Green Pass e obbligo vaccinale; una commissione d’inchiesta per la gestione della pandemia; il reintegro con risarcimento di tutti i lavoratori e professionisti sospesi o radiati perché non inoculati; il No secco alle sanzioni alla Russia e all’invio di armi in Ucraina; la lotta a globalismo e neoliberismo; la difesa del Made in Italy; lo stop all’immigrazione clandestina, e tanto altro.
Nessun dubbio, quindi, che Italexit vada sostenuto.
Ma c’è un grande PERO’.

Le recenti dichiarazione di Paragone, anche in tv dalla Annunziata, non lasciano spazio a dubbi: Italexit non si allea con nessuno. Questo significa che, in caso di ingresso in Parlamento, non supporterà né il centrodestra né il centrosinistra.
E’ una posizione che riteniamo molto pericolosa, e simile al 5 Stelle delle origini (partito gatekeeper che aveva come fine la continuità al governo del centrosinistra).
In breve, se dovesse vincere – come sembra – il centrodestra, e Italexit dovesse superare lo sbarramento, potrebbe togliere al cdx proprio i voti necessari per governare da solo, senza Pd e M5S.
Ma, venendo meno i voti del partito di Paragone, il centrodestra potrebbe essere nuovamente costretto a governare con uno dei partiti di centrosinistra, dando vita ad una grande coalizione simile a quella che ha governato finora con Draghi.
Nessuna novità sostanziale, quindi, rispatto a quanto abbiamo avuto negli ultimi
due anni.
Si potrà obiettare che Lega e Forza Italia hanno obbedito diligentemente a tutto quanto veniva imposto da Draghi, ma un governo interamente di centrodestra resta probabilmente un filino meglio di un governo in cui il Pd sia determinante.
Per cui, come al solito la priorità è rispedire il Pd all’opposizione e tenercelo.

In definitiva, la nostra soluzione per le prossime elezioni è quella di supportare Italexit di Paragone, ma successivamente il partito dovrebbe sostenere la coalizione di centrodestra per evitare un disastroso ritorno del Pd al governo (o anche del M5S, che è sostanzialmente sulle stesse posizioni).
Facendo questo, Italexit potrebbe diventare l’ago della bilancia del prossimo esecutivo, in grado di porre il veto su tutte le tematiche più importanti e anche farlo cadere se necessario.
Diversamente, il partito di Paragone rischia solo di sottrarre voti al centrodestra, costringendolo poi a cercare l’appoggio di qualche partito di centrosinistra e limitandosi ad una sterile opposizione da 3-4%. La stessa strategia del M5S delle origini, che poi non a caso ci regalò il governo Renzi pur di non accordarsi con Bersani.
Al leader del partito la decisione, e la responsabilità per il prossimo esecutivo.

Guerra e pandemia, stessa strategia

Se nel 2023 non ci sarà l’invasione aliena, sarà considerato un anno noioso.
Dopo due anni di pandemia e pandemenza (che ha colpito le capacità cerebrali di capi di governo, media e popolazione civile in un trionfo di ipocondria collettiva e regole liberticide), per rilassarsi un po’ non c’era niente di meglio che una bella guerra, potenzialmente mondiale e nucleare.
Certo, non è che la Nato abbia fatto tutto il possibile per evitarla: sono decenni che la cosiddetta alleanza “difensiva” atlantica recluta Paesi dell’ex blocco sovietico e piazza basi militari a pochi km dai confini russi.
Come ben diceva Crozza in questo sketch, ne manca solo una dentro i bagni del Cremlino.
Se poi ci mettiamo i colpi di Stato fomentati dalla stessa Nato più la Cia (o “rivoluzioni colorate” che dir si voglia, in cui spesso entrano in scena quei movimenti finanziati da Soros che abbiamo imparato a conoscere), tra cui quello proprio ai danni dell’Ucraina nel 2014, il cerchio si chiude.
Per non citare le violenze perpetrate ai danni dei cittadini russofoni del Donbass, sempre dal 2014 in poi, da parte delle milizie neonaziste ucraine.
Tutto questo giustifica l'”operazione militare speciale” di Putin in Ucraina?
Se non la giustifica, certamente la rende più comprensibile. E rende anche chiare le responsabilità occidentali per quanto sta accadendo.
Per capire meglio le cause del conflitto in corso, è indispensabile visionare l’ottimo documentario “Ukraine on Fire” di Oliver Stone (qui con i sottotitoli in italiano) e seguire alcuni giornalisti che da anni raccontano le violenze perpetrate ai danni delle popolazioni russe del Donbass da parte del governo ucraino, come Giorgio Bianchi, Vittorio Rangeloni e Maurizio Vezzosi, solitamente ignorati dai grandi media.
Quegli stessi grandi media che ora, improvvisamente, si mostrano scioccati dall’azione di Putin, definendolo pazzo, nuovo Hitler, guerrafondaio, e ricoprendo di guano i russi in genere come poco prima avevano fatto con i No Vax.
L’Occhio di Sauron, in breve, ha solo cambiato bersaglio.
Così, mentre già Sua Maestà Draghi parla allegramente di razionamento delle risorse in conseguenza alle tafazziane sanzioni alla Russia (che naturalmente faranno molto più male a noi che a Putin), l’intero arco parlamentare si sbraccia per appoggiarne in maniera acefala le ultime follie, tra cui l’invio di armi agli ucraini che – questa l’intenzione dichiarata – dovrebbero favorire un accordo pacifico.
Com’è noto, gettando benzina sul fuoco questo prima o poi si spegnerà.
Non citiamo poi quello statista di Giggino dal San Paolo, che nella sua nuova veste di fine diplomatico, ha dato del “meno che un animale” al presidente russo, facendoci rischiare seriamente un’atomica su Roma da un giorno all’altro.
Ma noi italiani siamo fatti così, ci piace farci del male.
O forse, dovremmo dire che l’intera classe politica che sta appoggiando Draghi, sta appoggiando un banchiere messo lì dai soliti compagnucci di Davos a fare quello che se fare meglio: la liquidazione degli ultimi asset italiani.
E quindi il risparmio privato, le case di proprietà, le concessioni balneari, le ultime aziende di valore, la piccola e media impresa: questi bastardi ci vogliono togliere TUTTO.
Come è già stato fatto con la Grecia, ma in Italia c’è molto più da spolpare.
La pandemia e la guerra sono solo delle scuse: il vero obiettivo, come in 1984 di Orwell, è la povertà della popolazione, ipnotizzata prima da una pandemia e poi da un guerra eterne.
Ce lo ricordiamo il conflitto con l’Eurasia? I due minuti d’odio verso il “nemico comune” (i dissidenti)? L’immiserimento e il controllo della popolazione? I diritti umani rimossi?
Ecco, è quella roba lì.
Sostituite all’Ingsoc il club dei piccoli stronzetti nazistelli viziati di Davos.

Come se ne esce, è presto detto.
Se Zelensky non fosse una squallida marionetta nella mani della Nato, dovrebbe banalmente accettare le condizioni di Putin, tutte ragionevoli, per il cessate il fuoco.
Che sono: il riconoscimento dell’indipendenza delle repubbliche di Donetsk e Lugansk (nel martoriato Donbass russofono), il riconoscimento della Crimea russa (già annessa nel 2014), la denazificazione del Paese (con la rimozione da ruoli di responsabilità di elementi di chiara ispirazione neonazista, tra cui quelli incorporati all’esercito ucraino, come i membri del famigerato battaglione Azov), la neutralità del Paese intesa come non adesione alla Nato e all’Ue, la sua smilitarizzazione per non costituire un pericolo per il Cremlino.
Accettate queste condizioni assolutamente ragionevoli (alla luce di quanto accaduto dal 2014 in poi), la guerra finirebbe poco dopo, e Putin non si sognerebbe certo di attaccare un Paese Nato, scatenando (in quel caso colpevolmente) una guerra mondiale.
Ma poiché questo pagliaccio cocainomane, ex comico ed ex ballerino in tacchi a spillo, creato come politico dal nulla con artefici hollywoodiani, prende evidentemente ordini da Washington, è chiaro che proverà in tutti i modi a trascinare i principali stati europei in una guerra aperta contro la Russia, come ha già fatto invocando ripetutamente una No Fly Zone sul suo Paese (che significherebbe scontri sui cieli dell’Ucraina tra aerei russi e Nato, ovvero Terza Guerra Mondiale assicurata), tra gli applausi scroscianti di migliaia di idioti sventolanti bandiere della pace (!!!).
Sarebbe necessario che la diplomazia internazionale si muovesse per farlo capitolare, facendogli accettare le condizioni russe nel superiore interesse del popolo ucraino (e di quello del resto del mondo, ovviamente). Difficile pensare a un tale esito, però, quando statisti illuminati come il banchiere pazzo non eletto da nessuno, dichiarano in Parlamento che continueranno ad inviare armi all’Ucraina e che sosterranno l’ingresso di Kiev in Ue. Qualcuno spieghi a nonno Mario che, con quel che costa in questi giorni, a furia di gettare benzina sul fuoco si (e ci) rovinerà.

Possiamo solo sperare che gli altri Stati europei abbiano meno voglia di una guerra nucleare dell’inquilino abusivo di Palazzo Chigi. Se le sue condizioni saranno accettate, Putin ritirerà le truppe, e non ci saranno ulteriori attacchi ad altri Paesi, come paventato dal Metternich del San Paolo, che evidentemente considera la politica internazionale una partita a Risiko, in cui non si finisce mai di invadere altri territori.
Certo, se la Cia e la Nato la smettessero di provocare in ogni occasione l’orso russo con colpi di Stato e basi militari piazzate sotto il suo naso, forse avremmo la certezza di una pace duratura.
Ma il vero problema è che i pazzi guerrafondai stanno ad Ovest, non ad Est.
E che con Trump ancora in sella, tutto questo non sarebbe accaduto.

Denunciamo Draghi, adesso

Se c’è una cosa abbastanza chiara sugli italiani, è che non sono portati per rivoluzioni, scioperi, occupazioni e neanche serie proteste di piazza.
Nel corso di quest’anno il vile affarista, liquidatore dell’industria pubblica italiana, uomo del Britannia e di Goldman Sachs, sicario economico delle Grecia e del governo Berlusconi quando era alla guida della Bce, apripista di Monti e ora dedito alla totale distruzione economica, sociale e sanitaria del Paese, il premier il cui nome evoca i terribili mostri alati dei racconti fantasy che facevano terra bruciata dovunque passassero, quest’uomo ha devastato in tal modo i diritti costituzionali, i regolamenti Ue e persino i basilari diritti umani dal Codice di Norimberga in poi, che avrebbero dovuto essere scattate ad oggi un centinaio di rivoluzioni francesi, una dopo l’altra.
Ma poiché – come dicevamo – fare le rivoluzioni non è il forte degli italiani, bisogna accontentarsi delle sporadiche proteste e manifestazioni di piazza organizzate dal partitino o comitato di turno, e procedere per altre vie.

I grandi partiti hanno dimostrato ampiamente di essere al fianco di Draghi anche nelle scelte più vergognose. Il sostegno di M5S e Lega (su tutti) a un governo che definire orribile è un eufemismo, rimarrà scolpita nella memoria di chi ha riposto fiducia in loro per cambiare il Paese in meglio.
Il che vuol dire progressiva sparizione dal panorama elettorale e lotta futura per superare la soglia di sbarramento.
Rimane attualmente Paragone e pochi altri del gruppo misto a portare un po’ di dignità nelle aule parlamentari, ma naturalmente a livello numerico non può bastare.
Si può solo sperare in una prossima defezione di qualche partito dalla compagine di governo, cosa che gli assesterebbe un colpo notevole, ma questa non sembra un’ipotesi concreta al momento.

Dal punto di vista delle proteste di piazza, queste serviranno sempre, ma solo come strumento di pressione sulla politica, sui media più recettivi, sulla società civile e (forse) su una parte della magistratura.
Ed è su quest’ultima che bisogna continuare ad insistere.
Le violazioni dei diritti costituzionali da parte di Draghi sono tali e tante per via dell’obbligo vaccinale e dell’estensione intollerabile di Green Pass e Super Green Pass ad ogni aspetto della vita civile, che anche un soggetto totalmente digiuno di studi giuridici se ne potrebbe rendere conto leggendo i primissimi articoli della nostra Carta fondamentale, che sanciscono principi fondamentali come l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e il divieto di discriminazione (art. 3), il diritto al lavoro (artt. 1 e 4), il rispetto dei basilari diritti umani tra cui quello di scegliere liberamente se sottoporsi ad un trattamento sanitario oppure no (artt. 2 e 32).

Per questo motivo, occorre organizzarsi con avvocati di fiducia e denunciare Draghi e il suo governo per aver calpestato la Costituzione, i diritti umani fondamentali e persino le regole Ue in materia di Green Pass e diritti dei cittadini.
Non solo: l’esecutivo va denunciato per sequestro di persona (avendo pesantemente limitato le libertà personali dei soggetti non vaccinati e privi di Green Pass, incluse la libertà di accesso a luoghi pubblici e mezzi di trasporto), violenza privata e estorsione (che sono messe in atto quando qualcuno viene costretto a compiere atti che normalmente non compierebbe sotto minaccia o ricatto).
I tribunali (e in particolare la Cassazione e la Corte Costituzionale) devono iniziare a smontare i decreti di Draghi, così come alcuni giudici hanno smontato i Dpcm di Conte (si veda in proposito la recente pronuncia del GIP di Reggio Emilia).

Se la politica continua a dormire e la magistratura fa altrettanto, uscire da questo incubo totalitario sarà sempre più difficile. Nel frattempo, inondiamo i tribunali di denunce.

P.s. Tra le denunce messe a disposizione dagli avvocati, segnaliamo quella di Marco Mori e del partito Italexit di Gianluigi Paragone, che si può scaricare a questo link, compilare e depositare presso le Forze dell’ordine. Più siamo, prima finisce questa dittatura sanitaria.

I burattinai del Covid-19

E’ appena uscito sulla piattaforma di self-publishing Youcanprint “I burattinai del Covid-19”, primo libro di Domenico Alessandro Mascialino, giornalista che cura questo sito.

Il libro riassume due anni di pandemia e quelle informazioni che sono state omesse dal circuito mainstream sulla natura del virus, su quei soggetti che avevano “previsto” da anni il suo avvento e sull’agenda globale avviata dopo i primi contagi in Occidente.

Titoli dei capitoli:

  • Introduzione
  • Il virus cinese. Oppure no?
  • Quei “profeti” del Coronavirus
  • La Cina e le sue omissioni
  • Gli errori nella gestione della pandemia. Colpe macroscopiche o dolo?
  • Chi si avvantaggia della pandemia? Il Grande Reset
  • Nuove pandemie in arrivo?
  • Conclusioni. Che fare?

Il libro è disponibile per l’ordine sullo store di Youcanprint (dove è possibile anche leggerne un estratto) in versione cartacea e in versione e-book Pdf.

Tra i temi trattati nei capitoli:
– Le tesi a sostegno della natura artificiale del virus;
– I finanziatori americani dei progetti di Gain of Function nel laboratorio di Wuhan;
– I “profeti” che avevano previsto la pandemia anni prima che scoppiasse;
– Le omissioni della Cina nel contenere il virus e nel diffondere informazioni utili sul suo conto;
– Gli errori clamorosi (ai limiti del dolo) compiuti dal governo italiano nel gestire la pandemia;
– I numeri gonfiati relativi a contagi e decessi, i vaccini sperimentali come unica soluzione prevista;
– I progetti delle oligarchie globaliste per servirsi della pandemia: il Grande Reset;
– L’assoluta illegalità del Green Pass per contrasto con Costituzione, diritti umani, regole Ue;
– Le previsioni di nuove pandemie in arrivo.

10, 100, 1000 Trieste

Superman, Batman e gli Avengers possono farsi da parte: il mondo ora ha dei veri eroi da seguire.
Lo sciopero dei portuali di Trieste, che hanno bloccato il porto cittadino dal 15 al 18 ottobre fino allo sgombero in stile cileno del governo, in segno di protesta contro l’imposizione del Green Pass per accedere ai luoghi di lavoro, ha mostrato la via che ogni cittadino deve seguire per fermare questa follia del NaziPass.
E cioè scioperare, fermare le attività economiche, disertare gli uffici pubblici, finché questo strumento infernale non sarà abrogato definitivamente.
Se qualcuno pensa che siano solo pochi portuali a doversi sobbarcare la responsabilità di combattere per tutti, si sbaglia di grosso.
L’esempio di questi lavoratori coraggiosi deve essere ripetuto in tutte le città d’Italia, non solo con manifestazioni di piazza, ma con scioperi che rendano il Paese ingovernabile fino al raggiungimento del risultato finale.
Ricordiamo che emanare un decreto legge che cancelli il Green Pass, non solo per il lavoro ma anche per ogni altra attività, è qualcosa che può essere fatto nel giro di un paio di giorni.
Occorre COSTRINGERE Draghi e la sua maggioranza a procedere in questa direzione, sotto pressioni che provengano dall’intero Paese.

Sabato 23 ottobre, in tutte le città d’Italia si terranno manifestazioni contro il Green Pass e in appoggio ai portuali di Trieste.
Occorre la massima mobilitazione da parte di ognuno, e che in quante più città possibile si creino disagi e scioperi simili a quelli della città friulana.
Se il Paese verrà paralizzato, il governo sarà costretto a tornare sui propri passi e ristabilire una forma di VERA NORMALITA’.
Questo strumento di pressione popolare su scala nazionale dovrà andare di pari passo con le battaglie legali: occorre adire la Corte Costituzionale attraverso delle cause di tribunale in cui si contesti la palese violazione dei diritti costituzionalmente garantiti avvenuta con l’imposizione del GP (in particolare dei primi 4 articoli); occorre denunciare il governo Draghi per violenza privata se non per estorsione, e occorre continuare a raccogliere le firme per il referendum abrogativo dei decreti istitutivi del certificato verde, qui il link per firmare on-line e di persona.
Ogni mezzo di pressione popolare dovrà essere dispiegato per portare alla fine di questa mostruosità filonazista: se poi partiti, associazioni e sindacati volessero farci anche il grande piacere di togliere il loro sostegno al vile affarista, liquidatore dell’industria pubblica italiana, affamatore della Grecia, golpista nel 2011 nei confronti del governo Berlusconi tramite la Bce, sicario di Goldman Sachs e dei peggiori poteri finanziari internazionali, e ora esecutore mai eletto dal popolo di una spietata dittatura sanitaria per conto di Big Pharma e del Grande Reset di Davos, questa sarebbe di sicuro una buona notizia.

No al NaziPass. Opporsi in tutti i modi a questa deriva totalitaria

Sui social circola un simpatico post che spiega cosa fosse l’AhnenPass. E precisamente, un passaporto genealogico/lasciapassare che identificava, durante il regime nazista, i possessori di sangue ariano, non “inquinati” da tracce genetiche ebraiche o di altre razze ritenute inferiori.
Il pass era essenziale, tra le altre cose, per rivestire incarichi pubblici. Gli ebrei, come sappiamo, erano invece esclusi da un gran numero di mestieri e professioni e confinati nei loro ghetti.
Tutto benedetto e giustificato dalla “Scienza” dell’epoca.

Ora, a distanza di quasi un secolo, torna tra noi la discriminazione tra cittadini in base al possesso di un lasciapassare, e non a causa del proprio sangue o della propria razza, ma in virtù dell’aver ricevuto o meno il battesimo di quella religione laica e satanica che mira al transumanesimo.
Ovvero il “sacro” vaccino sperimentale a Rna, quella porcheria che sta mietendo vittime in tutto il Paese (tra miocarditi, trombosi e “malori” fatali come mai ne sono accaduti, consultare pure questo link per un elenco abbastanza esaustivo) e di cui non è ancora dato sapere con certezza cosa contenga, visto che ricercatori indipendenti come i dottori Montanari e Gatti si sono visti negare la facoltà di analizzarli per bene.
Quindi, per quanto ne sappiamo, potrebbero contenere di tutto: dalla biotecnologia finalizzata a produrre la particella Spike, a metalli di ogni genere, fino a nanobot di controllo.

Del resto, è lo stesso Klaus Schwab del World Economic Forum di Davos ad averci spiegato nei suoi libri come il sogno dei supercapitalisti sia iniettare negli individui la Smart Dust, una tecnologia invisibile ad occhio nudo ma fatta di microrobot capaci di andare ad interagire con l’organismo umano, persino connettendolo a Internet o ad altre forme di Hi-Tech. Non è fantascienza, ce ne ha parlato lui in maniera molto entusiasta, come si può riscontrare in questo articolo pubblicato da ByoBlu.

Per non parlare della ossessione malthusiana delle élite mondialiste per il depopolamento, per cui siamo in troppi e, per il bene del pianeta, bisogna dare una bella sfoltita al gregge umano. Magari ammazzandone un certo numero con sostanze tossiche e sterilizzandone un’altra bella fetta, come nel libro Inferno di Dan Brown (noto massone) o nel film campione d’incassi Avengers Endgame. Ricordiamoci che da sempre l’industria dello “spettacolo” anticipa quello che gira nella testa dei suoi finanziatori, preparando il terreno sociale all’accettazione di future decisioni politiche.

Allora vien da chiedersi: a cosa serve insistere con una foga vaccinale senza precedenti, quando in questi giorni di fine luglio i morti da Covid (ammesso che siano veramente da Covid) sono inferiori ai 10 al giorno?
Evidentemente in questi vaccini c’è qualcosa che non ci è stato spiegato del tutto, e di questa terapia genica sperimentale a Rna e di aziende che si chiamano BioNTech (Biologia e Tecnologia, coproduttori assieme alla Pfizer del siero miracoloso) non si può che diffidare.

E’ chiaro che il progetto del Green Pass ha radici antiche, e si lega ad una forma di controllo orwelliano della popolazione. Bill Gates lo aveva già in serbo sin dall’inizio della pandemia in Occidente: a metà marzo 2020, sul social Reddit, il nostro “filantropo” veggente vaticinò: “Alla fine avremo dei certificati digitali che permetteranno di indicare chi è guarito dal Covid, chi ha effettuato un test negativo e, una volta che avremo un vaccino, chi lo ha ricevuto”.
Caspita, questo Gates non ne sbaglia una.
Come quando predisse l’arrivo di una pandemia nel 2015.
O come quando mise su una simulazione pandemica da Coronavirus nell’ottobre del 2019, a poco più di un mese dai primi casi ufficiali a Wuhan.
Anche lì era presente, tra gli organizzatori, proprio il World Economic Forum di Davos dell’amico Klaus Schwab.

Che la pandemia sia un evento organizzato da alcuni super-miliardari occidentali con la complicità del regime cinese, l’abbiamo già sostenuto in altri articoli precedenti e lo ribadiamo qui.
Gli obiettivi ultimi sono il cosiddetto Grande Reset, con tutte le sue sfaccettature, e il progetto ID2020 di Gates e Rockefeller.
Mettendo insieme questi due obiettivi, si capiscono molte cose della road map della pandemia:
– La creazione di una crisi economica paurosa, volta a mettere in ginocchio le classi medio-basse in favore di pochi super-ricchi;
– La vaccinazione coatta a Rna di sempre più individui, con una tecnologia capace di modificare il nostro Dna in un modo che non è chiaro se non ai creatori della tecnologia stessa;
– Il controllo sempre più pervasivo della popolazione con la scusa del virus, con l’aiuto di tecnologie orwelliane;
– Il sabotaggio di quelle cure che potevano rendere non necessario l’uso del vaccino, e il terrorismo sparso a piene mani dai media a libro paga di Big Pharma su di un virus che non è certo la peste bubbonica, ma che ammazza solo quelle categorie fragili che sarebbero in pericolo pure con la comune influenza.

Ed ecco arrivare il lasciapassare nazista tanto agognato da Gates, Rockefeller e dalla loro ID2020 Alliance, che dal 2015 vogliono dotare ogni abitante del pianeta anche di una identità digitale collegata in modo “biometrico” (cioè legata al corpo umano) al possessore e al suo registro delle vaccinazioni.
I possessori del NaziPass saranno i nuovi ariani, quelli resi transumani (e manipolabili) dal battesimo satanico (perché è ovvio che nessuno si farà dei tamponi a pagamento ogni tre giorni per mangiarsi una pizza con gli amici o andare al cinema); il resto della popolazione, sana ma non vaccinata, i nuovi ebrei, definiti no-vax, negazionisti, untori. O sorci, come li ha chiamati Burioni usando un termine molto scientifico.

E’ solo il caso di ricordare che, mentre i sedicenti paladini dei diritti si sbracciano per il DDL Zan e quindi per vietare ogni discriminazione o presunta tale verso il loro elettorato Lgbtqwertyuiop, stanno bombardando con le V2 i principi supremi della nostra Costituzione, in particolare l’art. 3 che recita quanto segue:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Per non parlare dell’art 13 che recita: La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.”

E dell’art. 32, naturalmente, per cui Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

Ma ci sarebbero da citare anche l‘art. 4 (“La Repubblica garantisce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto) per quanto riguarda l’accesso ai concorsi pubblici e alle professioni per cui è scattato l’obbligo di vaccinazione, e l‘art. 9 (“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica“) per quanto riguarda l’accesso ai musei e ad altri luoghi di cultura.

Senza dimenticare i principi sanciti dopo il Processo di Norimberga, per i quali costringere qualcuno ad un trattamento sanitario sperimentale contro il suo consenso è un crimine verso l’umanità.

Ma venendo a tempi più recenti, è la stessa Unione Europea, tanto amata da piddini e simili, a vietare specificamente discriminazioni nei confronti di chi non sia vaccinato, come si può leggere proprio nel regolamento europeo sul Green Pass.
Ma quindi, secondo Letta dovremmo “Morire per Maastricht”, ma quando quest’Europa finalmente ne azzecca una, la vogliamo ignorare? E’ tutto molto curioso.

A questo punto, cosa fare.
Il 24 luglio è stata giornata molto proficua, per la mobilitazione generale in tutte le piazze d’Italia. Ma non può bastare.
Stiliamo un elenco delle iniziative da mettere in atto per sabotare questa immane porcheria:

1) Continuare a protestare nelle piazze, in maniera regolare e partecipata;
2) Disobbedienza Civile: non scaricare il Pass, non frequentare i locali che lo richiedono, appoggiare quelli che se ne fregano altamente;
3) Per chi ha conoscenze nel settore, chiedere alle Forze dell’Ordine di lasciare in pace i disobbedienti, cittadini ed esercenti, non facendo controlli e non sanzionando;
4) Depositare presso le procure e le Forze dell’Ordine moduli di denuncia collettiva predisposti da avvocati amici contro Draghi, Speranza e tutti gli altri ministri coinvolti, per aver calpestato dei diritti costituzionalmente garantiti;
5) Ricorrere alla Corte Costituzionale per far radere al suolo questo decreto;
6) Chiedere ai propri parlamentari di riferimento di cancellare o modificare questa porcata, ai propri politici regionali e locali di sabotarla;
7) Raccogliere le firme per indire un referendum abrogativo.

Se vogliamo fermare queste nuove leggi razziali e questo apartheid a norma di legge, occorre che ognuno faccia la sua parte con quanto ha a disposizione. Non è possibile che non si possa entrare in un museo, in un ristorante al chiuso, in una palestra o in un teatro senza la punturina “magica” o un tampone.
Chi non si attiva, anche minimamente, è complice dello schifo che si sta concretizzando davanti ai nostri occhi.

L’obbligo vaccinale è follia pura. Rifiutiamolo in massa (e pure il Green Pass)

Come ogni mese di luglio, arriva il caldo africano e qualcuno inizia a dare di matto.
Il leitmotiv di quest’anno, per tutti gli sciroccati di sinistra e destra, è “ci vuole l’obbligo vaccinale per tutti”.
Lo stanno invocando Burioni, Bassetti e Letta , il Cts lo sta raccomandando, Figliuolo lo sta “valutando“, e torme di invasati sono pronti con la lanterna in mano a urlare “crucifige!” al no-vax di turno.
Il tutto sulla scia di Macron, che da pochi giorni ha deciso di rendere obbligatorio il Green Pass per accedere a qualsiasi locale pubblico, inclusi bar e ristoranti, stadi, trasporti, cinema e musei. In pratica un obbligo vaccinale indiretto.

Peccato che il vaccino anti-Covid, quale che sia la marca (tra poco ce lo rifileranno pure agli Hard Discount) oltre a causare una valanga di effetti collaterali anche fatali (per avere una lista che renda l’idea di cosa stiamo parlando, consultare il sito “Esclusacorrelazione.it“), NON dà la minima garanzia di rendere immuni dal Covid, come dimostrato dai tanti casi di vaccinati poi risultati positivi, e dagli studi (ad esempio quello israeliano e quello britannico) che dimostrano come le c.d. “varianti” sfuggano in modo significativo alla vaccinazione.
Tutto da rifare, quindi.
Forse aveva ragione Montagnier quando diceva che in piena pandemia NON si dovrebbe vaccinare perché questo favorisce le mutazioni del virus. Ossia proprio le terribili varianti.

Ma cosa volete che gliene freghi a multinazionali del farmaco e governi: i primi possono continuare a produrre sempre nuovi vaccini per sempre nuove varianti (ora si sono fissati con l’alfabeto greco, poi passeranno all’ebraico e al fenicio, probabilmente), i secondi invece possono continuare a mantenere questo clima di tensione permanente e restrizione dei diritti individuali, almeno finché c’è qualche pollo che ci casca e continua a dargli retta.
Quindi, come sempre, sta ai cittadini mandare tutto questo circo in malora e pretendere di vivere NORMALMENTE, come del resto sta già succedendo in Gran Bretagna, nonostante l’impennata dei casi di contagio.

A proposito di restrizione dei diritti individuali: i nazifascisti contemporanei stanno procedendo spediti nel loro gioco di ruolo di emulazione del Ventennio: Facebook ha cancellato la pagina di Sara Cunial, YouTube ha sospeso per alcuni giorni il canale di Visione Tv (gestito da Francesco Toscano, poi riattivato), medici e infermieri contrari all’obbligo vaccinale rischiano il posto di lavoro e si sono appellati al Tar, le voci libere sono censurate in maniera sempre più pervasiva.
In ambito lavorativo, di recente sono state chiuse la Torteria “ribelle” di Chivasso, gestita da Rosanna Spatari, e il locale “Da Tito” di Firenze, gestito da Momi El Hawi, leader del movimento Io Apro. Al secondo la licenza è stata revocata ma poi il locale ha riaperto perché questa è stata intestata alla sorella; ciò non toglie il clima di pesante intimidazione verso tutti i “non allineati” in corso.

Che questi atti di squadrismo parafascista avvengano proprio in contemporanea all’invocazione sempre più frequente di un obbligo vaccinale “erga omnes” deve naturalmente essere visto solo come una curiosa coincidenza.
Così come deve essere considerata solo una semplice “svista” l’errata traduzione del regolamento Ue sul Green Pass, nella versione italiana del quale è scomparsa la parte in cui si impegnano gli Stati alla “non discriminazione verso coloro che SCELGONO di non vaccinarsi”.
Questa cosa di poter scegliere cosa inoculare nel proprio corpo è proprio mal vista dalle nostre parti.
Chissà, forse sarà dovuto a quel simpatico meeting del 2014 alla Casa Bianca tra la Lorenzin, Ranieri Guerra, il presidente dell’Aifa Pecorelli, Obama e numerosi capi di Stato e di governo, nel quale si decise che l’Italia avrebbe fatto, negli anni a venire, da “capofila per le strategie vaccinali” a livello mondiale. Leggi: Paese cavia.
Non saremo mai abbastanza riconoscenti alla Lorenzin e all’allora premier, Matteo Renzi, per questo onore.

Fatto sta che da allora l’Italia è bersagliata da una foga vaccinale senza precedenti: prima la legge Lorenzin con la ridicola scusa del morbillo e l’imposizione di 10 vaccini ai bambini in età scolare, poi l’imposizione dell’obbligo di vaccino anti-Covid per i sanitari, e adesso stanno salendo i cori per l’obbligo vaccinale esteso a tutti.
L’unica risposta a questi fenomeni è mandarli al diavolo, se necessario ricorrendo ad avvocati e tribunali, oltre che alle manifestazioni di piazza e a una sana Disobbedienza Civile.

Poi c’è il capitolo Green Pass.
Nonostante la furia vaccinale dei nazisti nostrani, la Commissione Ue ha chiarito ampiamente che la libertà di circolazione è un cardine dei principi comunitari, e che quindi non la si può limitare in caso di mancata vaccinazione. Stessa cosa viene affermata dal regolamento europeo approvato di recente da Europarlamento e Consiglio, per cui gli Stati non devono discriminare in alcun modo chi sceglie di non vaccinarsi.
Questo mette una pietra tombale sulle pretese di chicchessia di limitare i diritti dei non vaccinati.
Tuttavia, anche in Italia si sta cercando di imporre il Green Pass modello francese, ovvero un obbligo vaccinale indiretto. Il Pass verde sarebbe obbligatorio, nelle intenzioni del governo, in tutti i luoghi a rischio assembramento: trasporti a lunga percorrenza (navi, treni e aerei), stadi, palestre e centri sportivi, concerti e spettacoli, eventi, convegni, feste e banchetti. Questo significa che, chi non si vuole vaccinare, dovrebbe comunque fare il tampone a sue spese prima di entrare in qualsiasi luogo pubblico tra quelli previsti dalla legge, oppure dimostrare di essere già guarito dal Covid. Una soluzione improponibile e scomodissima per chi non abbia avuto la malattia e non si voglia vaccinare, quindi una discriminazione di fatto.
A questo punto, è di molto preferibile richiedere a chi non dovesse essere in possesso di Green Pass di utilizzare mascherina e distanziamento come si è fatto finora, invece di imporgli multe fino a 400 euro.

Per tutte queste misure (vaccini obbligatori o quasi, obbligo di tampone e certificati di avvenuta guarigione) ci auguriamo una fine immediata, così come auguriamo al Green Pass la stessa fine dell’app Immuni.
I dati sanitari sono dati sensibili e non debbono essere manipolati così alla leggera, come testimoniato dalle tante perplessità del Garante della privacy sul Pass verde italiano. E non è possibile subordinare le libertà costituzionali all’avvenuta vaccinazione o all’esibizione di un Pass sanitario.
Per cui l’unico principio deve essere: se hai sintomi riconducibili al Covid, devi stare a casa e non puoi viaggiare.
Se non hai sintomi, puoi andare dove ti pare, sebbene (ancora per qualche tempo) con le dovute precauzioni: mascherina e distanziamento. Può essere utile un certificato di buona salute rilasciato dal medico, ma questo controllo digitale e orwelliano collegato a Covid e vaccinazioni deve essere cancellato quanto prima.
Anche perché parte di un’agenda globale molto più vasta, come scritto nei post precedenti.

Grande Reset e ID2020. Gli obiettivi per cui è stata organizzata la pandemia

Se c’è ancora qualcuno che crede alla favoletta del virus uscito da improbabili mix tra Coronavirus da pipistrello, virus del pangolino e un misterioso ospite intermedio che ancora non è saltato fuori, smetta pure di farlo e riponga la sua fede in qualcosa di più credibile, tipo Babbo Natale o Superman.
Perché il Sars-Cov-2 è stato assemblato in laboratorio.
E precisamente nei laboratori di Wuhan, dove si pratica la Gain of Function, o Guadagno di funzione: un metodo di modifica genetica dei virus per renderli più contagiosi o letali.
Questi esperimenti venivano fatti anche negli Usa fino al 2014, poi Obama lì vietò sul territorio americano e nel 2017 sono stati riautorizzati da Trump.

Ma negli esperimenti relativi ai Coronavirus da pipistrello i laboratori di Wuhan sono sempre stati all’avanguardia (usiamo il plurale perché ne esistono diversi di Bio Sicurezza superiore al Livello 1: quelli dell’Istituto di Virologia, quelli del CDC, quelli dell’Università di Wuhan e altri).
Ma è nel Zhengdian Scientific Park che si trova il famigerato laboratorio BSL-4, quello messo su da una collaborazione tra cinesi e francesi cui sono subentrati gli americani nel 2017 e al centro di forti sospetti per la creazione e fuoriuscita del virus.
Qui lavora una delle principali esperte al mondo nel campo dei Coronavirus da pipistrello, la dottoressa Shi Zhengli, direttrice del Centro per lo studio delle nuove malattie infettive presso l’Istituto di Virologia di Wuhan.
La dottoressa Shi assieme ai suoi collaboratori e finanziatori americani, tra cui Peter Daszak, presidente dell’Eco Health Alliance (altro esperto in Gain of Function, 1 milione e 200 mila dollari stanziati negli ultimi anni per le ricerche dell’Istituto di Virologia di Wuhan, in buona parte provenienti dal governo Usa) ha lavorato proprio sulla manipolazione dei Coronavirus da pipistrello per renderli più contagiosi (normalmente è estremamente raro che questi virus contagino l’uomo), con lo scopo apparente di “creare vaccini anche per virus modificati”, come dichiarato dallo stesso Daszak (vedere in particolare questa splendida puntata di Presa Diretta).

La dottoressa Shi nel frattempo riceveva finanziamenti anche dal NIAID di Anthony Fauci sempre per ricerche sul Coronavirus da pipistrello, 665mila dollari per il quinquennio 2014-2019 come si può leggere sul suo Cv, cui bisogna aggiungere 3,7 milioni di dollari elargiti dal 2014 al 2019 da parte del NIH (Istituto Nazionale di Sanità americano) all’istituto di virologia di Wuhan per ricerche simili.
E ricordiamo che la dottoressa è celebre per la creazione, nel 2015, di un virus chimera che molti hanno visto come il “prototipo” del Sars-Cov-2, sempre in collaborazione con scienziati americani come Ralph Baric.
A questi si aggiungono 500mila dollari stanziati all’Istituto dalla Fondazione Gates.
Secondo il giornalista Franco Fracassi, le ricerche sulla Gain of Function nei laboratori di Wuhan venivano finanziate anche da Usaid, ovvero dalla Cia, e scienziati militari americani hanno collaborato attivamente a queste pratiche.
Inoltre la Eco Health Alliance di Peter Daszak sarebbe finanziata dalla grande finanza. dalla Cia e dalle case farmaceutiche.


L’assemblamento del Sars-Cov-2 è stato realizzato nei laboratori di Wuhan, anche perché il parente più prossimo del virus (96% del genoma corrispondente, molto simile ma non identico) si trova tra i pipistrelli dello Yunnan, a 1887 kilometri dalla metropoli.
E’ così impossibile che il virus si sia trasferito NATURALMENTE da quel tipo di pipistrelli agli uomini della città cinese. Qualcuno ha portato lì il virus, lo ha modificato e diffuso, anche perché nessun animale è mai stato trovato contagiato nei famosi wet market di Wuhan.

Come scritto in altri articoli precedenti, diverse voci hanno sostenuto in questi mesi la tesi del virus artificiale: dal premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier all’esperto in biotecnologie Joseph Tritto (autore del libro Cina Covid19 – La chimera che ha cambiato il mondo), da un gruppo di ricercatori dell’Indian Institute of Technology di Nuova Dehli ad uno studio britannico e norvegese. Queste tesi, eretiche e per questo censurate con ogni mezzo, sostenevano che il Sars-Cov-2 contenesse sequenze del virus Hiv, che lo rendono più contagioso e infettivo, una modifica non possibile in natura. E che avesse subito una modifica artificiale al “sito di clivaggio furinico”, ovvero uno strumento in più per aumentarne la patogenicità.
Secondo i sostenitori di questa tesi, l’obiettivo della sua creazione era la fabbricazione di un vaccino.
Ma non è così.


Il Sars-Cov-2 è stato creato in laboratorio e diffuso in maniera dolosa SPECIFICAMENTE per innescare la pandemia in cui siamo immersi da più di un anno.
I suoi creatori sono stati cinesi e americani, e per la diffusione è stata prescelta la città di Wuhan perché, oltre ad essere la sede dell’Istituto di Virologia specializzato in questo tipo di operazioni, è una città dotata di un aeroporto internazionale, che avrebbe permesso al virus di diffondersi nel mondo nel giro di poche settimane.
I mandanti dell’operazione sono quel gruppo di super-ricchi occidentali cui ci si riferisce con il nome di Deep State, e che possiamo riassumere in tre enti fondamentali: la fondazione Gates, la fondazione Rockefeller e il World Economic Forum di Davos. Il tutto con la complicità del governo cinese.

Questi soggetti sono gli stessi che sapevano in anticipo dell’arrivo di una pandemia, che l’avevano preparata per anni assieme alle reazioni di governi ed enti privati.
Gates aveva predetto l’arrivo della pandemia nel 2015 con la famosa conferenza Ted; lo stesso anno aveva avviato con i Rockefeller l’operazione ID2020, per dotare tutti gli esseri umani di una “identità digitale”, quindi tecnologica, strettamente collegata alle vaccinazioni e al corpo umano.
Nel 2017 Anthony Fauci, collaboratore di Gates nella Cepi, mentre finanziava a Wuhan le ricerche sul Coronavirus da pipistrello della dottoressa Zhengli Shi, dichiarava alla stampa che “l’amministrazione Trump avrebbe sicuramente dovuto affrontare sorprendenti epidemie”.
Lo stesso Gates, assieme al World Economic Forum di Davos, ha organizzato a New York il 18 ottobre 2019 la famosa simulazione pandemica chiamata Event 201, cui hanno partecipato anche membri del CDC (Centro per il controllo e prevenzione delle malattie) cinese.

Poche settimane dopo, iniziava la pandemia che ha sconvolto il mondo.
Erano tutti veggenti? Da quel che sappiamo oggi, assolutamente NO.
Sapevano che ci sarebbe stata la pandemia perché la stavano finanziando, preparando, organizzando da anni.
Assieme al governo cinese che si è prestato sia nella creazione del virus nei suoi laboratori, sia nella diffusione sul proprio territorio.
Non è un caso se la Cina abbia risposto in modo così efficiente alla pandemia da uscirne ben prima di tutte le altre nazioni del mondo.

Il movente per una simile mostruosità?
E’ presto detto.
La Cina ha rispettato un accordo con il cosiddetto Deep State per far fuori Trump, da sempre acerrimo nemico del Dragone. E ora si prepara a cinesizzare l’Occidente, sia acquisendo le aziende in via di liquidazione, sia imponendo il suo modello politico nel resto del mondo. Il progressivo autoritarismo e freno a democrazia e diritti in corso sembra una riproposizione del modello cinese in Occidente.

La controparte occidentale ci guadagna la realizzazione di due piani su scala globale: il cosiddetto Grande Reset e ID2020.
Per capire cosa sia il Grande Reset, consigliamo la lettura di questo articolo, molto dettagliato, pubblicato su ByoBlu, e il libro omonimo di Ilaria Bifarini.
In sintesi, si tratta di una ridefinizione dei rapporti di forza economici tra pochi supermiliardari e il resto dell’umanità, che mira ad allargare il divario tra questi e il resto della popolazione, cancellando la classe media.
Inoltre si propone il passaggio al transumanesimo, ovvero quella fusione di biologia, tecnologia e Intelligenza Artificiale finora immaginata solo da autori di fantascienza e film di Hollywood. Il tutto per permettere a pochissimi mandarini di controllare in maniera totalitaria il resto dell’umanità e, perché no, sfoltirla in modo considerevole.

Di ID2020 invece ci siamo occupati nel post del blog diventato più virale, quello sulle vaccinazioni con microchip delle fondazioni Rockefeller e Gates.
In molti hanno bollato questa ipotesi come una bufala, una fantasia da complottisti, esattamente fino all’altro ieri, quando tutti i giornaloni hanno riportato, in alcuni casi con un certo entusiasmo, la notizia che il Pentagono avrebbe sviluppato un microchip sottocutaneo in grado di rilevare precoci sintomi del Covid. E che le vaccinazioni
del futuro faranno uso di microchip.
Come scriveva qualcuno sul Web: “Abbiamo bisogno di nuovi complotti, perché quelli vecchi sono tutti diventati realtà”.

Adesso che anche il microchip sottocutaneo è stato sdoganato dal mainstream, e che giornaloni e politici vedono nel Covid-pass o Green Pass l’unica soluzione per tornare a una forma di libertà, vediamo dispiegarsi in modo evidente l’agenda tracciata da Gates e Rockefeller nel 2015, quando progettavano di dotare tutti gli esseri umani di una identità digitale, collegata alle vaccinazioni e legata biometricamente al corpo umano.
Non basta il riconoscimento facciale o le impronte digitali: come dicevano i “complottisti” in tempi non sospetti, l’obiettivo è arrivare ai microchip sottocutanei, se necessario iniettandoli attraverso i vaccini, visto che la tecnologia esiste già. Leggere questo articolo di Gianni Lannes o i passaggi dei libri di Klaus Schwab, il presidente del World Economic Forum di Davos, che parlano della “Smart Dust”:

Il sogno di Schwab dei microchip sottopelle. Nessuna violazione sembra spingersi troppo in là per Schwab, che sogna “microchip attivi impiantabili che rompono la barriera cutanea del nostro corpo”, “tatuaggi intelligenti”, “calcolo biologico” e “organismi progettati su misura”. È lieto di riferire che “i sensori, gli interruttori di memoria e i circuiti possono essere codificati nei comuni batteri dell’intestino umano”, che “la Smart Dust, una varietà di computer completi con antenne, ciascuno molto più piccolo di un granello di sabbia, possono ora organizzarsi all’interno del corpo” e che “i dispositivi impiantati contribuiranno probabilmente anche a comunicare pensieri normalmente espressi verbalmente attraverso uno smartphone ‘incorporato’, così come pensieri o stati d’animo potenzialmente inespressi, attraverso la lettura di onde cerebrali e altri segnali”. La “biologia sintetica” è all’orizzonte nel mondo della Quarta Rivoluzione Industrale di Schwab e darà ai governanti capitalisti tecnocratici del mondo “la possibilità di personalizzare gli organismi scrivendo il DNA” (tratto dall’articolo: “Klaus Schwab e il suo Grande Reset fascista“).


E’ sempre più chiaro ed evidente che la pandemia è stata creata artificialmente per arrivare a questi obiettivi.
Nel frattempo, Biden e la Von Der Leyen ci dicono che siamo entrati nell'”Era delle pandemie”, e che quindi altre ne arriveranno. Forse perché sono già state programmate, così come è stata organizzata la prima.

In Italia vediamo in questi giorni l’avanzare di questa agenda non solo dagli inquietanti progetti che ci arrivano dagli States, ma soprattutto dal Green Pass dell’Ue, che nell’ottica della Commissione dovrebbe permetterci di tornare a viaggiare a patto di poter provare: 1) L’avvenuta vaccinazione; 2) Un tampone negativo; 3) L’avvenuta guarigione dal Covid. A questo si ispira il pass che il governo Draghi vorrebbe introdurre per spostarsi anche tra le regioni di diverso colore, in evidente sfregio della Costituzione che sancisce la libertà di movimento dei cittadini su tutto il territorio nazionale.
Questi strumenti non sono altro che i “Certificati digitali sanitari” di cui parlava Gates all’inizio della pandemia nel marzo 2020, segno che la road map era stata tracciata già da tempo dai registi di tutto questo.
Lockdown, chiusure, coprifuoco, obbligo di mascherine e tamponi, limitazioni alle libertà di ogni genere servono solo a ricattare la popolazione, facendogli accettare una vaccinazione sperimentale a Rna dagli esiti incertissimi e che normalmente non farebbe mai, oltre che un controllo tecnologico sempre più pervasivo.

Sono cittadini e politici che si devono opporre a questo disegno su scala globale: i primi smettendola di avere terrore del Covid e difendendo i propri diritti centimetro per centimetro (viene in mente il discorso di Al Pacino ai suoi giocatori in Ogni maledetta Domenica) e i secondi rifiutandosi di ascoltare le sirene degli ultramiliardari
globalisti.
Non ci sono che queste vie. Diversamente non se ne esce, e ci troveremo immersi in un incubo distopico da far sembrare 1984 di Orwell una favoletta con lieto fine.

Vaccini killer e il ritorno del lockdown. Si scrive Draghi ma si legge Conte ter

Tante belle novità dalla penisola più inguaiata del pianeta.
L’anno scorso all’inizio della primavera si era tutti in lockdown e zona rossa, con necessità di autocertificazione per spostarsi anche nel proprio comune, e dopo la bellezza di un anno siamo allo stesso punto di prima, con la zona rossa estesa a mezza Italia, l’altra metà in arancione e sempre a rischio di passare al rosso, autocertificazioni per circolare, coprifuoco dopo le 22, negozi, bar e ristoranti chiusi, tutti con la museruola anche all’aperto, eccetera eccetera.
Insomma, tutto quello che non andava nel Conte Bis è stato puntualmente riproposto nel governo Draghi, con la felice novità della campagna vaccinale in corso, che sta mietendo vittime e gravi reazioni avverse tali che forse è preferibile prendere il Covid, visto che quello almeno mette in pericolo solo gli ultrasettantenni con più patologie.
Il vaccino di AstraZeneca, invece (ma anche quello Pfizer non scherza) sta causando in tutta Italia una serie di decessi “anomali” ma naturalmente “senza correlazione” con il trattamento sanitario, e questa volta anche tra trentenni e quarantenni, come ben testimoniato da questo elenco (pur limitato ai casi più eclatanti) redatto da Vox Italia.

Verrebbe da dire che, dopo aver fatto fuori gli anziani col Covid, ora i nostri malthusiani, registi della pandemia e delle sue conseguenze, stanno procedendo con tutto il resto della popolazione, con vaccinazioni di massa attraverso un prodotto
sperimentale, cioè non sicuro e non adeguatamente testato.
Ma chi vuole fare da cavia in nome de La Scienza, si accomodi pure.

In un articolo precedente abbiamo scritto che i vaccini di Pfizer e ModeRna, oltre ad essere sperimentali, corrispondono ad una terapia genica, cioè sono in grado di modificare il Dna dei riceventi trasformandoci in Ogm, usando le parole della virologa Gismondo.
L’AstraZeneca invece non dovrebbe avere queste caratteristiche, ma i danni che sta facendo dimostrano la pericolosità della sperimentazione su umani di un vaccino non adeguatamente testato (la stessa Gismondo parlava della necessità di una sperimentazione di 20 anni per dichiarare un vaccino sicuro).

E così, alla Dittatura Sanitaria dello scorso anno si è aggiunta la follia delle vaccinazioni sperimentali di massa, quando le cure (che ci sono, come la plasmaferesi, l’idrossiclorochina e adesso gli anticorpi monoclonali) sono sempre state osteggiate, preferendo il protocollo “tachipirina e vigile attesa” che, con il divieto di autopsie del 2020, ha contribuito non poco ad aumentare il bilancio dei decessi.
Materiale per la magistratura, casomai volesse degnarsi di intervenire. In ogni caso, Speranza è ancora lì e prosegue la sua opera devastatrice.

Un’altra che è ancora lì è la Lamorgese, quella che a Pasqua mandava le Forze dell’Ordine ad usare il pugno di ferro verso chi osava farsi una grigliata in famiglia, godersi una passeggiata solitaria in spiaggia o cercare di raggiungere la propria seconda casa.
Ce la ritroviamo ancora a rovinare la seconda Primavera di seguito, mentre naturalmente continua a chiudere un occhio sui clandestini che sbarcano nel nostro Paese, sani o infetti che siano.
Rimarrà per sempre nei nostri cuori, questo è chiaro.

A questo punto la domanda sorge spontanea: ma se le cose stanno filando esattamente come lo scorso anno, con la libertà di movimento cancellata in modo illegittimo, con le attività commerciali chiuse e in fallimento, col coprifuoco e con gli italiani chiusi in casa nel periodo che dovrebbe essere il più felice dell’anno, che diavolo ci fa ancora la Lega al governo con questa gente? Davvero basta qualche poltrona per ingoiare tutto quello che non andava bene lo scorso anno?

E’ chiaro che, stando così le cose, tutto il dissenso finirà per incanalarsi nel partito della Meloni e nella nascente coalizione sovranista che fa capo a Italexit di Paragone, cui hanno aderito di recente anche Matteo Brandi, Marco Mori e Marione Improta.
E ha proposito di questo, rilanciamo la proposta di una coalizione sovranista (e quella composta da Italexit, Vox e Fsi costituisce una buona base da cui partire) allargata a tutti coloro che siano contro Euro, Ue e dittatura sanitaria (e anche contro la Nato, perché con Biden illegittimamente al governo degli Usa c’è poco da stare tranquilli, vedi i nuovi bombardamenti in Siria e le provocazioni a Putin), ma pronta a entrare nella coalizione di centrodestra, dialogando in particolare con Lega e FdI, perché da questa situazione si esce solo superando il 50% dei voti alle politiche e non solo oltrepassando la soglia di sbarramento.
Una volta entrati nelle istituzioni con il giusto peso elettorale, ci sarà modo di discutere con gli alleati di governo le priorità di una tale coalizione.

Quello che vediamo in atto è lo svolgimento del Grande Reset, come teorizzato da Klaus Schwab, il presidente esecutivo del World Economic Forum di Davos e grande amico di Bill Gates: l’utilizzo della pandemia per la messa in atto di una serie di cambiamenti antropologici, economici e sociali destinati a durare a lungo e pianificati con cura da anni.
Il Covid è stato solo il detonatore necessario (e pianificato anch’esso) per dispiegare questa agenda, secondo i più classici dettami della Shock Doctrine, la dottrina dello shock.
Se non si vuole che questa follia diventi la “nuova normalità”, occorre rigettarla con decisione immediatamente.