L’unico Nuovo Ordine Mondiale accettabile

Si parla sempre dei progetti delle oligarchie globaliste per un Nuovo Ordine Mondiale.
Ovviamente questo sarebbe, nei loro piani, un Ordine in cui pochi super-ricchi governano su una massa sterminata di poveri, e in cui poche nazioni-guida (Stati Uniti e Cina in primis) dettano l’agenda a tutte le altre.
Ma cosa succederebbe se i popoli del mondo si concentrassero su un Nuovo Ordine
Mondiale che è quello che LORO vogliono?
La prospettiva sarebbe ribaltata, poiché ai piani dello 0,01 della popolazione si
sostituirebbe quello del restante 99,99%.
Ma quali caratteristiche dovrebbe avere questo Nuovo Ordine Mondiale “popolare”?
Secondo chi scrive, tre dovrebbero essere i suoi caratteri principali:

1) Maggiore giustizia sociale possibile

La riduzione delle disuguaglianze e la garanzia di un elevato tenore di vita per ogni
essere umano dovrebbe essere l’elemento principale di questo Nuovo Ordine Mondiale, compatibilmente con le risorse disponibili sul pianeta.
Le differenze economiche individuali non dovrebbero essere abolite, ma occorrerebbe
contrastare severamente tutti quegli accumuli di capitale tali da permettere a pochi individui di dettare l’agenda al resto dell’umanità, attraverso una fiscalità
severissima verso i più ricchi e redistribuzioni massicce di ricchezza.
Enti nazionali e sovranazionali dovrebbero provvedere a questo scopo.

2) Libertà, sovranità, autodeterminazione dei popoli

Ogni Stato e ogni popolo dovrebbe essere sovrano, ovvero in grado di eleggere i propri
rappresentanti per gestire le risorse e risolvere i problemi locali, al riparo da ingerenze esterne.
Questa è la base della vera democrazia, quindi dovrebbe essere negata ogni forma di
imperialismo o colonialismo, da parte di altri Stati o soggetti privati.

3) Armonia col Pianeta

Ogni popolo e ogni Stato dovrebbero adottare politiche ecosostenibili, in modo da
impattare il meno possibile sulla Terra e sulle sue risorse.
Dovrebbero essere adottate politiche di sviluppo sostenibile e una severa lotta allo spreco di risorse. Il rapporto tra consumi eccessivi ed eventuale sovrappopolazione dovrebbe essere risolto combattendo gli sprechi, adottando soluzioni ecosostenibili e incentivando una riproduzione consapevole nei Paesi ad alto tasso di natalità.

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Il lupo si traveste da agnello. La nuova strategia della tirannia capitalista è ammantarsi di buoni sentimenti

Negli ultimi giorni, con l’inizio della scuola, sono tornate alla ribalta le Gretinate. Ovvero gli inviti del burattino ambientalista semi-autistico ai più importanti consessi internazionali (ultima tappa, l’Onu) e i Fridays for Future, patetiche manifestazioni create apposta per soddisfare il bisogno dei potenti di manipolare il gregge globale, e quello dei ragazzetti di saltare qualche giorno di scuola per “una buona causa”.
“Quanto astio anti-ambientalista in queste parole”, si potrebbe pensare.
Al contrario, chi scrive ha assolutamente a cuore la questione ambientale.
Però allo stesso tempo non sopporta né l’ipocrisia, né le manipolazioni dei padroni del vapore, come già manifestato in un articolo precedente.

Andiamo per ordine, quindi. Cosa c’è di sbagliato nel fenomeno Greta Thunberg e negli scioperi per il clima?
Tanto per iniziare, il messaggio dei “Fridays for future” è assolutamente diseducativo. Questioni come quella ambientale hanno bisogno di informazione, di studio, di dibattiti. Hanno quindi bisogno di scienza, conoscenza ed educazione, tutto ciò che proprio la scuola dovrebbe fornire. Invitare quindi i ragazzi a marinare la scuola per “protestare per l’ambiente”, appare una stupidaggine colossale.
Sarebbe sufficiente spostare le manifestazioni di domenica (ma siamo sicuri che avrebbero così tanto successo?) e organizzare eventi informativi nelle scuole per ottenere risultati decisamente migliori in termini di creazione della dovuta consapevolezza. Ma evidentemente l’impatto mediatico e “pubblicitario” ne risentirebbe. Meglio allora ripetere slogan a pappagallo e imitare comportamenti stereotipati.

Poi c’è la questione del personaggio Greta, che abbiamo già visto essere collegato alla Open Society di George Soros e ai Dem americani. E’ evidente quindi quale tipo di interessi la ragazzina svedese finirà per difendere.
Infine c’è l’apprezzamento da parte dei potenti della Terra per la piccola  manifestante. Se veramente Greta li “facesse tremare” come ci viene propinato dalla propaganda di regime, non la inviterebbero certo a Davos, all’Onu, al Parlamento europeo e via dicendo, dove la sua presenza invece viene molto apprezzata. 

Ma quale sarebbe la misteriosa agenda perseguita dalle élite tramite Greta?
Il personaggio è evidentemente utile ai Dem globali per guadagnare consensi contro le destre nazionaliste e i sovranisti, poco inclini a pensare globalmente e a porre il problema dell’ambiente nella propria agenda politica.
Attraverso una forma di “greenwashing” i Democratici vogliono far dimenticare le proprie disastrose politiche globaliste, europeiste, neoliberiste, immigrazioniste e in spregio alla famiglia tradizionale, nonché l’aver abbandonato gli strati più deboli della popolazione per seguire banchieri e multinazionali, dandosi una nuova immagine da paladini dell’ambiente e salvatori del Pianeta.

Ma c’è un aspetto più subdolo, e riguarda proprio la creazione di quel Nuovo Ordine Mondiale di cui si favoleggia da anni.
Se tutti quanti conosciamo lo schema Problema-Reazione-Soluzione, così come la dottrina dello Shock, allora non è difficile vedere nella crisi ambientale (vera o presunta che sia) un formidabile strumento per imporre un governo globale “green”.
Così, in un futuro molto prossimo, invece di accusare questo o quell’altro Stato canaglia di “violare i diritti umani” (oramai ampiamente violati anche in Occidente, si guardi la repressione dei gilet gialli da parte di Macron o l’imposizione di un abnorme obbligo vaccinale in Italia), si potrà attaccare uno Stato o un uomo politico sulla base della sua “insensibilità verso il Pianeta”, e pretenderne l’immediata sottomissione/rimozione.
La salvaguardia del Pianeta sarà così invocata come pretesto per mettere il potere nelle mani di una ristrettissima oligarchia di “filantropi ambientalisti” e di Stati guida, e chi non si adeguerà o oserà mettere in discussione i dogmi di queste élite sarà il cattivo di turno, da rovesciare per “il bene comune”.

Ma questo schema ricalca ciò che sta accadendo su tanti altri temi della politica italiana e internazionale.
Prendiamo il caso dell’immigrazione di massa, dove in nome di un presunto “umanitarismo” si foraggia un pazzesco giro di affari che coinvolge trafficanti, scafisti, Ong, coop dedite all’accoglienza, Caritas, mafie, caporali e aziende in cerca di forza lavoro a basso costo.
Celebri in tal senso le parole di Buzzi (Mafia Capitale) che affermava che gli immigrati “rendono più della droga”.

Possiamo continuare con il caso del fanatismo Lgbt, dove si utilizza un valore positivo (la non discriminazione verso gli orientamenti sessuali diversi dalla norma) per legittimare idee sempre più esorbitanti, quali la distruzione del concetto stesso di famiglia naturale (arrivando all’assurdo di utilizzare la locuzione Genitore 1 o Genitore 2) e la mercificazione del grembo materno con la legalizzazione del c.d. “utero in affitto”, il sogno di ogni ipercapitalista.

E ancora, lo stesso schema lo ritroviamo nella questione delle vaccinazioni di massa, laddove obiettivi apparentemente nobili (la tutela degli immunodepressi e la protezione da “terribili malattie” come il morbillo) servono a mascherare gli immensi profitti delle case farmaceutiche che producono i vaccini, e la cancellazione di importanti diritti costituzionalmente tutelati (quali quello, sancito dall’art 32 della Cost., alla inviolabilità del corpo umano in assenza di necessità impellenti per la salute pubblica). 

Insomma: per farla breve, il super capitalismo contemporaneo ha capito che, per irregimentare le masse, privarle del libero arbitrio, coercirle e costringerle a rispettare la propria agenda, occorre nascondere le catene dietro una veste “solidale”, “ambientalista”, “Lgbt-friendly”, “scientifica” e “attenta alla salute pubblica”. Di modo che, chiunque osi mettere in discussione le politiche imposte, venga silenziato con epiteti ingiuriosi quali “fascista”, “razzista”, “omofobo”, “oscurantista”, “medievale”, “insensibile verso il Pianeta”, “egoista” e quant’altro. 

La nuova dittatura è ammantata di buoni sentimenti.
La potremmo definire la “dottrina Saruman”: chi ha letto il Signore degli Anelli saprà che lo stregone Saruman appariva bianco (cioè puro e onesto) a distanza, ma man mano che ci si avvicinava le sue vesti diventavano multicolore. Ciò segnava per Tolkien la differenza fondamentale tra l’Ipocrisia e la Verità, incarnata da Gandalf il Bianco. Simboli attuali, oggi più che mai.

 

P.s. Leggere anche questo articolo sul rapporto tra ambientalismo e mathusianesimo.

Thanos esiste davvero. L’ossessione dei globalisti per la riduzione della popolazione

In questi giorni è nelle sale di tutto il mondo Avengers Endgame, capitolo finale della cosiddetta “Fase 1” del ciclo Marvel. Chi abbia anche distrattamente seguito la saga, sa che lo scontro finale è tra i vari supereroi guidati da Iron Man e Capitan America, e una creatura aliena di nome Thanos, il cui obiettivo (raggiunto nel film precedente) è quello di dimezzare la popolazione dell’Universo.
Potremmo definirlo un malthusiano in piena regola, poiché ritiene che – per fare il bene della popolazione rimanente – sia necessario sacrificare una fetta consistente del totale.
Fin quando questi concetti restano confinati ai generi fantasy e fantascienza tutto va bene: il problema nasce quando queste idee vengono fatte proprie da membri molto influenti del cosiddetto “governo ombra mondiale”, ossia i più ricchi capitalisti del globo. A quel punto ci rendiamo conto che Thanos e in buona compagnia, e se il primo è creazione di fantasia, i secondi sono reali e operanti. 

David Rockefeller, uno dei malthusiani più entusiasti

L’elenco non può non cominciare con David Rockefeller, uno degli uomini più influenti a livello globale fino alla sua scomparsa, avvenuta due anni fa.
Rockefeller è stato il creatore di note organizzazioni pseudo-massoniche quali il Bilderberg, la Commissione Trilaterale, l’Aspen Institute, assieme ad altri suoi pari quali i Ford e i Carnegie. È stato presidente dal 1970 al 1985 e poi presidente onorario anche del potentissimo CFR (Council on Foreign Relations, o Consiglio per le Relazioni Estere americano): l’acronimo CFR, secondo lo scrittore Daniel Estulin, starebbe ad indicare anche i suoi fondatori: appunto Carnegie, Ford e Rockefeller.
Ebbene, Rockefeller era un fervente malthusiano: è ben noto il suo discorso all’Onu, in cui avvertiva contro i pericoli della sovrappopolazione e sulla necessità di fare qualcosa in tal senso.
Se David Rockefeller è scomparso, c’è da scommettere che tra i suoi 6 figli (alla faccia della sovrappopolazione) e i suoi tanti “figliocci” ci sia parecchia gente pronta a continuare il suo lavoro.

Bill Gates. Dai vaccini alla riduzione della popolazione

Il secondo, e potentissimo, malthusiano è Bill Gates, il boss della Microsoft.
Negli ultimi tempi Gates è fortemente impegnato sul campo dei vaccini, sponsorizzando per 1 miliardo di dollari numerosi progetti con la Glaxo e la Pfizer, e la sua influenza spiegherebbe anche il fanatismo nazista con cui le pratiche di vaccinazione di massa vengono ultimamente imposte non solo in Italia, ma anche in altri Stati, e su un numero crescente di vaccini.
Gates è celebre anche per il suo impegno ambientalista, a tal punto che ha teorizzato la necessità di ridurre la popolazione per abbattere il tasso di CO2 del pianeta.
Non solo: in un celebre discorso al Ted 2010 è arrivato a dire che i vaccini sono una cosa buona proprio perché aiutano a ridurre la crescita della popolazione. Per chi crede che ciò sia a fin di bene, consiglio la lettura di questo articolo, in cui le campagne di vaccinazione di massa sono accusate da sacerdoti del Kenya di sterilizzare la popolazione.
Così riduzione della popolazione, ambientalismo e vaccinazismo si legano in maniera molto stretta nella mente di uno degli uomini più ricchi e potenti del pianeta. Tocca tenerlo a mente, in tempi di gretinismo e di “scienza non democratica”. Gates ha 3 figli.

Ted Turner, Warren Buffett e gli altri

A tenere buona compagnia a Rockefeller e Gates, poi, c’è Ted Turner, il proprietario della CNN. Turner ha detto in interviste tv e pubbliche di auspicare una riduzione della popolazione a 2 miliardi di persone. Si parla sempre di famiglie altrui, perché Turner ha messo al mondo 5 figli.
È interessante notare come questi 3 personaggi, Rockefeller, Gates e Turner, abbiano partecipato ad un meeting nel 2008 a Londra assieme a
Warren Buffett, George Soros, Michael Bloomberg e altri miliardari per scegliere i fondi e gli strumenti da destinare all’aborto, come riportato da Il Foglio. Buffett in particolare ha donato 1 miliardo di dollari a gruppi pro-aborto dal 2001 al 2012 ed è un forte contributore della fondazione di Bill Gates.
È evidente che il malthusianesimo attrae molto i super-capitalisti e per un motivo lampante: teorizza che, per il bene del pianeta, sia necessario che ci siano pochi ultra-ricchi e una massa sterminata di ultra-poveri. Tutto per amore della Terra, naturalmente.

Verso un imperialismo “green”?

In questo articolo si sono citati solo coloro che, tra le “elite” globali, si sono esposti pubblicamente con dichiarazioni e opere di stampo malthusiano. È legittimo chiedersi quanti altri condividano le stesse idee senza dirlo apertamente.
Come sottolineato in un articolo di Enrica Perucchietti su REvoluzione, l’ambientalismo potrebbe essere il nuovo cavallo di Troia per imporre a popoli e Stati forme di “fascismo verde” e sospensioni della democrazia (o anche nuove forme di imperialismo), giustificate dalla necessità di “salvare il pianeta”.
Tanto più che personaggi come il “fenomeno” Greta Thunberg hanno nel loro staff nomi che risultano collegati con i soliti George Soros e Bill Gates.
Come già detto in un articolo precedente, occorrerà molta attenzione per evitare che un valore prezioso come l’ambientalismo venga piegato alle mire manipolatrici dei soliti globalisti. 

Sovrappopolazione e risorse finite: che fare?

Per quanto riguarda il problema della sovrappopolazione, questo paradossalmente si risolve solo con più benessere e più istruzione per tutti.
I popoli più ricchi e più istruiti tendono a fare meno figli e a pianificare meglio la propria vita familiare, rispetto a quelli del Terzo Mondo. Per questo, volendo agire su questo campo, occorrerebbe garantire a tutti un tenore di vita decente e un buon livello di istruzione, accesso gratuito agli anticoncezionali, e nei casi più critici, politiche statali come quelle della Cina comunista (politica del “figlio unico”) per abbattere la crescita demografica. Ogni altro intervento, dalle guerre all’uso di agenti chimici o biologici per decimare la popolazione, rientra nella voce genocidio.  

E per quanto riguarda il rapporto tra popolazione e risorse naturali, occorrerebbe innanzitutto incentivare le energie pulite e mettere mano agli sprechi, perché secondo le statistiche un terzo di tutto il cibo prodotto nel mondo viene gettato. Un quarto di questo sarebbe sufficiente a sfamare 800 milioni di persone, l11% della popolazione mondiale.
L’impronta di carbonio dei rifiuti alimentari, inoltre, é pari a 3,3 giga tonnellate di gas serra, ossia un terzo delle emissioni annuali derivanti dai carburanti fossili.
Se non si vuole impattare in modo insostenibile sul pianeta, quindi, occorrerà non solo limitare in modo intelligente la crescita demografica (è un problema che comunque non riguarda l’Italia e l’Europa, dove c’è il problema inverso) ma soprattutto imparare a razionalizzare l’utilizzo delle risorse.

Sul gretinismo, le trappole e le opportunità che offre

Gira un simpatico post su Facebook, che dice pressapoco così: “Volete cambiare il mondo? Sedetevi fuori dal Parlamento con un cartello. Dopo pochi giorni tutti i media parleranno di voi e sarete invitati all’Onu, al Parlamento europeo, a Davos, dai capi di Stato e di governo, dal papa, e vi proporranno per il Nobel. Funziona così. O no?”
Al di là dell’ironia, il post coglie perfettamente la spontaneità del “fenomeno Greta”, creato con abile operazione di marketing e diventato virale negli ultimi tempi.
Non si può non notare la concomitanza della mania “green” con le elezioni europee, in un momento in cui i partiti sovranisti e populisti sono dati in forte ascesa.

È evidente che una tale copertura mediatica viene concessa dai padroni del vapore solo per precisi interessi. E in questo momento, gli interessi in ballo sono quelli di un rilancio dei partiti di centro-sinistra, sempre più odiati dalla popolazione per le loro politiche europeiste, neoliberiste, immigrazioniste e in contrasto alla famiglia naturale. Sconfitti su tutti gli altri campi, a sinistra cercano un rilancio tramite le tematiche verdi, per poi continuare con le solite politiche di sempre (ius soli, immigrati come se piovesse, adozioni gay e utero in affitto, più Europa, più globalizzazione, austerità e macelleria sociale).

Per quanto riguarda il problema del riscaldamento globale, è tematica che deve essere discussa in consessi scientifici (dove ci sono opinioni discordanti, vedi il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia e lo scienziato Antonino Zichichi), e non può essere certo una ragazzina sedicenne semi-handicappata a dettare l’agenda ai capi di governo.
Fa ridere che gli stessi individui che affermano che ci vogliono laurea, Master e specializzazione all’estero per disquisire su qualsiasi cosa – dai vaccini all’Euro – adesso pendano dalle labbra di una sedicenne e abbiano un segretario di partito con la terza media.
E fa pensare la retorica dell’emergenza, che è da sempre lo strumento preferito dalle “élite” quando vogliono qualcosa in fretta: dal “Fate presto” che mandò a casa Berlusconi nel 2011 per far posto a Monti, alla Shock Economy neoliberista ampiamente denunciata da penne quali Naomi Klein: crea un problema, uno shock, poi offri una soluzione, la TUA soluzione.

Ma l’improvviso ringretinimento globale non viene del tutto per nuocere: se si cancella l’evidente manipolazione a fini elettorali, un recupero del senso ambientale è altamente auspicabile, ma in funziona anti-capitalista.
Il principale colpevole della disuguaglianza sociale, così come della distruzione del pianeta, è proprio il capitalismo neoliberista e sregolato: se da un forte movimento verde a livello globale dovesse scaturire la volontà di imporre a Stati e multinazionali leggi stringenti sulle emissioni nocive, sull’abolizione della plastica monouso, sull’utilizzo di materiali interamente ecosostenibili, e si irreggimentasse la bestia impazzita del mercato e dell’industria globale in nome di un bene pubblico superiore, questo sarebbe sicuramente un grande risultato. Purché sia un’occasione per creare una coscienza ecologica diffusa, e non l’ennesimo cavallo di Troia per invocare più Europa e più globalizzazione contro i “cattivi sovranisti e populisti”.
Il nuovo movimento ambientalista dovrebbe naturalmente chiedere anche più giustizia sociale, perché ha poco senso combattere per il bene del pianeta lasciando in piedi tutte le miserie e storture sociali create dal capitalismo sregolato.
Ecologia, giustizia sociale e autodeterminazione dei popoli, dunque, devono procedere di pari passo.

 

 

P.s. In questo articolo i legami tra lo staff di Greta Thunberg e la One Foundation di Bono Vox, finanziata da George Soros e Bill Gates. Dietro il “fenomeno Greta”, dunque, ci sono i soliti volponi di sempre.

Sul rapporto tra popolazione e risorse. Perché dobbiamo rivedere la nostra relazione col pianeta

Quando si riflette sul futuro della razza umana e del pianeta, tanti sono i motivi di potenziale preoccupazione. Il surriscaldamento globale, l’inquinamento in tutte le sue forme, la distruzione delle specie animali e vegetali, la radioattività rilasciata da Fukushima nell’Oceano Pacifico (che non accenna a fermarsi dopo 6 lunghi anni) sono tutte questioni che dovrebbero indurci a chiederci se sia sostenibile la direzione nella quale l’umanità si sta dirigendo.
A tutti questi elementi ne va aggiunto un altro, spesso considerato tabù: la crescente sovrappopolazione. Se associazioni paramassoniche come la Commissione Trilaterale hanno avuto la colpa di aver favorito costantemente l’interesse di pochi super-ricchi contro l’interesse generale della popolazione, d’altra parte hanno centrato un problema che sarà sempre più pressante in futuro: con il miglioramento delle condizioni igieniche, dell’alimentazione e delle cure mediche, la popolazione umana ha avuto negli ultimi due secoli un boom demografico mai visto nei millenni precedenti.
E il trend non sembra arrestabile, specie per il contributo dei Paesi africani.

E’ chiaro che questo pone problemi di rapporto tra popolazione e risorse naturali non di poco conto.
Se è vero, infatti, che la moneta è virtuale e convenzionale per sua natura, e quindi potenzialmente illimitata, le risorse naturali sono invece, per quanto abbondanti, limitate. Pertanto non è possibile, pur con tutta la buona volontà, garantire benessere e risorse in abbondanza ad un numero sempre crescente di individui.
Prendiamo l’Overshoot Day. Ogni anno, il consumo delle risorse prodotte dalla Natura nel corso dell’anno avviene sempre prima, per la voracità e il numero degli esseri umani. Già oggi per soddisfare la domanda globale e annuale di risorse servirebbero 1,6 pianeti Terra.
Si intende che i consumi occidentali, quelli della fascia opulenta del mondo, sono di gran lunga più ampi di quelli della fascia più povera. La ricchezza e le risorse si distribuiscono sempre più in poche mani, per cui ormai gli 8 uomini più ricchi del pianeta posseggono la stessa ricchezza della metà più povera della popolazione mondiale, ben 3,6 miliardi di persone. Contro queste ingiustizie enormi bisogna reagire, ponendo dei limiti alla ricchezza individuale.
Allo stesso modo si deve intervenire sugli sprechi, per i quali ogni giorno vengono gettati 1.3 miliardi di tonnellate di cibo commestibile, la quantità necessaria a sfamare 3,2 miliardi di persone malnutrite in tutto il mondo. Di fronte a queste assurdità, sembra veramente retorico parlare di sovrappopolazione.

Eppure un problema non esclude l’altro. Quand’anche si riuscisse a porre dei limiti alla concentrazione privata dei capitali e delle risorse, e si limitassero al massimo gli sprechi redistribuendo le risorse nel modo più efficiente (il che è certamente auspicabile, e dovrebbe essere il vero obiettivo della scienza economica), tuttavia si dovrebbe comunque fronteggiare una popolazione in continua crescita e desiderosa ovunque di consumare secondo lo stile occidentale.
La soluzione, come già individuata da Aldous Huxley ne “Ritorno al Mondo Nuovo” (1953) è in forme di controllo delle nascite, associate ad un miglioramento ovunque degli standard igienici, alimentari, di educazione sessuale e della disponibilità dei contraccettivi. In pratica bisognerebbe stabilizzare o ridurre progressivamente la popolazione mondiale rendendo ogni gravidanza un atto volontario e consapevole, incentivando nel frattempo contraccezione e aborto per tutte quelle non volute.
E’ chiaro che questo causerebbe grossi attriti con le principali religioni mondiali (Cattolicesimo e Islam in primis), ma a questo punto è anche chiaro che gli aspetti più oscurantisti e retrivi del pensiero religioso dovranno essere superati senza indugi.
Questo punto riguarda l’Italia in modo più limitato, data la già bassissima natalità nel nostro Paese, la crisi economica, la fuga di massa dei nostri connazionali all’estero e una invasione di immigrati voluta dal Pd e dai suoi danti causa che fa piuttosto sospettare la volontà di estinguere l’autentico popolo italiano, sostituendolo con una brodaglia meticcia. A tutto ciò si aggiunga la folle frenesia del governo sulle vaccinazioni di massa, che potrebbe indurre ulteriori coppie a non procreare per paura delle reazioni avverse.

A una riduzione controllata e pacifica della popolazione dovrebbe corrispondere però una migliore redistribuzione delle risorse globali, in modo da essere di meno ma passarsela meglio. L’alternativa è una riduzione traumatica della popolazione tramite guerre, malattie o carestie, oppure una feroce lotta di tutti contro tutti per risorse sempre più limitate. Non credo nessuno voglia assistere a questi ultimi scenari.
Un’altra possibilità potrebbe essere quella di inviare coloni su altri pianeti abitabili, se e quando la tecnologia ce lo permetterà.

In definitiva, l’essere umano dovrebbe imparare in fretta a:

1) Vivere in armonia col pianeta e le specie viventi, adottando uno stile di vita il più ecosostenibile possibile. E quindi inquinare di meno, privilegiare le energie rinnovabili e i materiali biodegradabili, consumare meno carne e pesce, sprecare meno risorse etc.;

2) Mettere al mondo figli in modo più limitato e consapevole, insegnandogli il rispetto della Natura come al punto precedente;

3) Favorire in tutti i modi una più equa redistribuzione delle risorse globali, in modo da essere meno ma passarsela meglio.

Adottare questa nuova mentalità, in un mondo dilaniato da guerre, avidità, interessi feroci, violenza, sete illimitata di potere e resistenze di ogni genere non sarà facile, ma è anche l’unica via percorribile per una società futura orientata al buon senso.