Coronavirus: una truffa per toglierci diritti, democrazia e libertà – parte seconda

Vignetta di Ghisberto

Se qualcuno nel 2019 ci avesse detto che, esattamente un anno dopo, avremmo dovuto girare con mascherine chirurgiche h24 e rinunciare alle basilari forme di socialità, che quasi tutti gli esercizi commerciali avrebbero dovuto restare chiusi, che saremmo stati costretti a restare confinati in casa e a spostarci con un’ autocertificazione, e che si sarebbeo usati termini come “coprifuoco”, “negazionisti” o “guerra al virus”, gli avremmo riso in faccia.
Come avremmo riso in faccia a chiunque ci avesse detto che qualche senatore (sempre della parte politica “giusta”, cioè nominalmente acerrima nemica del fascismo) avrebbe proposto la morte sociale per chiunque non si fosse vaccinato contro una certa malattia.
Oggi tutto questo è diventato parte della nostra vita quotidiana, tanto che molti neppure ci fanno più caso.

Che il SarsCov2 sia l’apripista di un’agenda globale molto più ampia e terrificante, qualcuno ora comincia ad intuirlo. Nel momento in cui quella che sembrava un’emergenza passeggera si sta stabilizzando e diventando una “nuova normalità” (come amano chiamarla i servi dei globalisti) si capisce che il Coronavirus non è solo un virus ma un metodo di governo, finalizzato a portarci verso un Nuovo ordine mondiale a uso e consumo di una certa “elite”.
Naturalmente la pietra angolare di tutto il progetto resta il vaccino, che non sarà solo una paurosa fonte di guadagno per i suoi produttori e finanziatori (Repubblica ha chiamato la gara alla produzione del vaccino anti-Covid “La corsa all’oro”, rendendo chiaro a tutti i vertiginosi interessi economici dietro questa operazione), ma soprattutto il perno di un’agenda più ampia di massiccio controllo sociale.
Abbiamo parlato in precedenza del progetto di Gates e Mit per la creazione di un “vaccino-cerotto” tecnologico, che avrebbe impresso un tatuaggio a punti quantici volto a marchiare il ricevente imprimendo sulla sua carne i suoi dati personali, in particolare le vaccinazioni ricevute.
Abbiamo citato il progetto ID2020, che consiste proprio nel fornire ad ogni individuo una identità digitale collegata biometricamente alla vaccinazione.
Ora analizziamo altri aspetti del vaccino anti-Covid che dovrebbero preoccupare, e in particolare l’utilizzo di una tecnologia che modifica il patrimonio genetico (vaccino a Rna), e il patentino vaccinale di cui si sta parlando in questi giorni, che nell’idea dei nuovi nazisti dovrebbe permettere a chi si vaccina di muoversi liberamente, mentre dovrebbe limitare le libertà di chi non intende vaccinarsi.

Sul primo punto, si è espressa così la dottoressa Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, intervistata dall’AdnKronos: “Sono anni che non accettiamo di manipolare il Dna degli ortaggi perché c’è chi teme che mangiare un Ogm costituisca un pericolo, e adesso d’un tratto ci va bene diventare noi stessi degli organismi geneticamente modificati?“.
I vaccini tradizionali – dice la microbiologa – puntano a indurre una risposta anticorpale, quindi un’immunità, immettendo nel corpo umano pezzetti innocui del virus di cui vogliamo prevenire e contrastare l’infezione. Questo prodotto invece” (l’mRna-1273 testato dal National Institute of Allergy and Infective Diseases (Niaid) diretto da Anthony Fauci, parte dei National Institutes of Health (Nih) statunitense) “è concepito in un modo completamente nuovo: utilizza un segmento genetico che va a inserirsi nelle nostre cellule obbligandole a produrre una parte del virus la quale, ritrovandosi nell’organismo, stimolerà la produzione di anticorpi. Né più né meno di una terapia genica.
Per la dottoressa: “Un vaccino del genere sarebbe accettabile, purché attraverso un iter sperimentale rigorosissimo dimostri di essere assolutamente tollerato ed efficace“, ma questo potrebbe non essere il nostro caso: “Solamente qualche giorno fa”, ricorda infatti la scienziata, “l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in collaborazione con la Commissione europea, ha deciso di abbreviare le fasi della sperimentazione per arrivare in tempi più rapidi al vaccino contro il coronavirus Sars-Cov-2 di cui tutto il mondo ha bisogno”.
Secondo la Gismondo, “la cosa pericolosa è che questa accelerazione possa applicarsi a un vaccino del genere, totalmente nuovo, e paragonabile a tutti gli effetti a una terapia genica. La gente deve essere consapevole di quello che sta accadendo.

Le parole che la Gismondo ha dedicato al vaccino Moderna valgono anche per quello Pfizer, di cui tanto si parla in questi giorni: in entrambi i casi si tratta di terapia genica, e perché siano sicuri occorrerebbero, a suo dire, “20 anni di sperimentazione“.

Importante anche l’opinione di Robert Kennedy Jr, secondo cui il vaccino anti-Covid deve essere “assolutamente evitato”, proprio perché andrebbe a modificare il nostro patrimonio genetico.
Per la prima volta nella storia della vaccinazione – spiega Kennedy – i cosiddetti vaccini mRNA di ultima generazione intervengono direttamente nel materiale genetico del paziente e quindi alterano il materiale genetico individuale: questo rappresenta manipolazione genetica, cosa già vietata e fino ad oggi considerata penale.
Questo intervento può essere paragonato al cibo geneticamente manipolato, che è anche molto controverso. Anche se i media e i politici attualmente banalizzano il problema e chiedono anche stupidamente che un nuovo tipo di vaccino ci faccia tornare alla normalità, questa vaccinazione è problematica in termini di salute, moralità ed etica, e anche in termini di danno genetico che, a differenza del danno causato da vaccini precedenti, sarà irreversibile e irreparabile.”

Quindi il nuovo vaccino anti-Covid andrebbe a manipolare la genetica di chi lo riceverà? Ma come si fa a volere l’obbligatorietà per un farmaco del genere? Eppure c’è già chi parla di “patentini” che dimostrino l’avvenuta vaccinazione, come condizione basilare per poter viaggiare, lavorare, circolare liberamente.

In Australia si sta già parlando di permettere l’ingresso nel Paese solo a chi esibirà un certificato vaccinale, esattamente come quelli citati da Gates su Reddit all’inizio della pandemia (“alla fine avremo dei certificati di avvenuta vaccinazione”).
In Germania e in Finlandia si sta avanzando l’ipotesi di consentire i viaggi internazionali solo a chi esibisca la prova di avvenuta immunizzazione.
Il nostro magnifico commissario all’emergenza permanente, Domenico Arcuri, ha suggerito la possibile introduzione di un patentino vaccinale simile, dimostrando la natura globale dell’agenda che si vuole portare avanti.

NAZISTI VACCINALI

E siccome non possiamo farci mancare la periodica dose di nazifascismo dei sedicenti “antifascisti”, ecco un po’ di dichiarazioni di esponenti di quella parte politica che si fregia di aver evitato il ritorno del Duce in Italia, rappresentato dall’eventuale nascita di un governo Salvini-Meloni.

1) Davide Faraone (IV): “La soluzione si chiama Passaporto sanitario integrato al vaccino anti-Covid. Chi non potrà esibire il documento non dovrà essere autorizzato a:
– fruire dei mezzi di trasporto (bus-treni-navi-aerei);
– accedere ai pubblici esercizi (bar-ristoranti-discoteche-negozi);
– accedere all’interno di teatri, musei, stadi e centri commerciali;
– frequentare luoghi pubblici con rilevante presenza di soggetti a rischio come scuole e ospedali;
Caro No-Vax, vuoi essere “libero” di non vaccinarti? Prego fai pure…”

2) Matteo Renzi (IV): “Per il vaccino serve l’esercito, anche sul fronte della logistica. La guerra non la facciamo allo spritz ma al virus e l’unica arma contro il virus è il vaccino.”

3) Andrea Romano (PD): “Quelli che lavorano contro i vaccini dovranno essere zittiti. Non bisognerà nemmeno dargli il diritto di parola. Stavolta non scherziamo più.”

4) Alessandro Gassmann (simpatizzante Pd): “Una volta fatto il vaccino, darei una tessera che lo testimoni. Chi non vuole farselo non entra in: ristoranti, bar, cinema, teatri, stadio, negozi, autobus, taxi, treni, e tiene sempre la mascherina… poi vedi che lo fanno”.

Questi sono solo alcuni tweet e dichiarazioni diventati virali dei nostrani campioni dell’antifascismo, ma sicuramente ci sono tante altre perle simili che ci sono sfuggite da parte delle seconde linee, forse non proprio in armonia con i principi della nostra Costituzione repubblicana, ma sicuramente con quelli del cerchio magico delle SS.

Per non parlare del putiferio che si è scatenato contro il dottor Crisanti, reo non certo di essere un No Vax, ma di aver semplicemente dichiarato che non avrebbe fatto il vaccino prima di un’adeguata sperimentazione e di un elevato grado di affidabilità scientifica. Persino il dottor Massimo Galli, vaccinista convinto, non ha escluso che ci possano essere effetti collaterali nei prossimi 10 anni a causa di questi nuovi vaccini. Quindi ogni valutazione sulla necessità di farlo o meno dovrebbe essere assolutamente lasciata al singolo, come da Costituzione e da numerosi trattati internazionali.

NUMERI POMPATI

Ricordiamo che tutto questo fanatismo nel fare a pezzi libertà e diritti costituzionalmente garantiti si basa sempre su questa pseudo-influenza che ancora ci gira attorno e sui numeri “catastrofici” che ogni giorno il governo ci fornisce.
Facciamo nuovamente il punto, come nel primo articolo della saga, su perché i numeri che ci vengono forniti nei bollettini quotidiani sono assolutamente campati in aria.

  • Tamponi inaffidabili
    Il prof. Stefano Scoglio, candidato al premio Nobel per la medicina nel 2018, è arrivato a sostenere che il livello di inaffidabilità dei tamponi come strumento diagnostico raggiunge il 95%.
    Il prof. Scoglio è in buona compagnia: anche il dottor Mariano Amici sostiene che il tampone sia assolutamente inaffidabile, così come stabilito da una recente sentenza della Corte d’appello di Lisbona.
    A riprova di ciò, qualche giorno fa ha fatto discutere il tweet di Elon Musk, che si è sottoposto a 4 tamponi nella stessa giornata, di cui 2 con esito positivo e due negativi.
    E come non ricordare l’esperimento del primo ministro della Tanzania, che a maggio aveva fatto testare papaye, quaglie e capre, trovandole positive al Covid-19?
  • Morti per altro registrati come Covid
    L’infettivologo Matteo Bassetti lo ha ribadito su La7 pochi giorni fa: in Italia da marzo si conteggiano come morti per Covid pure le vittime di infarto o di altre malattie, ma che risultano positivi al tampone.
    E’ questo il motivo, secondo il dottore, per cui la mortalità italiana è molto più elevata rispetto ad altri Paesi come Francia e Germania. Questo conteggio “anomalo” (e funzionale al mantenimento di un’emergenza perenne) è noto da marzo, ma nessuno ha pensato di revisionarlo in vista di una seconda o terza “ondata”.
  • L’influenza stagionale è scomparsa, svanita, kaputt
    Incredibile a dirsi, la comunissima influenza stagionale è sparita dai radar non solo in Italia ma in tutta Europa. Un vero miracolo, tenendo conto che in questi giorni vengono segnalati nel nostro Paese di solito qualcosa come oltre 2000 casi in una settimana.
    I soliti “maligni” potrebbero pensare che stanno conteggiando ovunque i casi di influenza come casi Covid. E potrebbero avere ragione, dal momento che anche medici esperti ci dicono che stanno solo ora approntando un test per “distinguere il Covid dalla comune influenza“.
    Non sarà perché sono la stessa cosa e tutta questa pandemia è clamorosamente gonfiata da media e governi? Chiediamo per un amico.
  • Le Asl guadagnano bei soldi per ogni paziente Covid
    Secondo Guido Bertolaso, che di emergenze se ne intende, ogni paziente Covid che finisce in terapia intensiva frutta all’ospedale fino a 2000 euro di contributi statali.
    Non è questo un enorme incentivo per dichiarare più malati di Covid di quanti ce ne siano realmente?
  • La stragrande maggioranza dei contagiati ha sintomi scarsi, guarisce in fretta, muoiono le solite categorie a rischio (sempre che la causa sia veramente il Covid).
    Lo sappiamo da marzo ma è bene ribadirlo: le vittime del Covid (o presunte tali) sono quasi sempre 80-90enni con due-tre altre patologie, la stragrande maggioranza di chi viene contagiato è asintomatico, quindi non infettivo, e guarisce stando a casa per qualche giorno. Di conseguenza, anche se i numeri fossero reali e non viziati da quanto detto sopra, non ci sarebbe troppo da preoccuparsi per chi è relativamente giovane e sano.
  • Il vaccino antinfluenzale aumenta i casi di positività al tampone
    Ne abbiamo già parlato in un altro articolo, ma anche in questo caso repetita iuvant: l’antinfluenzale aumenta la possibilità di risultare positivi al tampone del 36%, stando ad uno studio militare americano.
    Questo perché i vaccini antinfluenzali contengono già dei coronavirus attenuati. La positività al tampone di conseguenza diventa una cosa ovvia. Non sarà per caso che la “seconda ondata” è stata causata dalla vaccinazione di massa contro l’influenza, così come è successo a Bergamo e Brescia a marzo?

L’INUTILITA’ DEL LOCKDOWN

Prima di terminare, due parole sull’inutilità degli arresti domiciliari (o lockdown). Questa misura non migliora l’andamento dei contagi, come testimoniato dal caso della Svezia, che senza lockdown per molti mesi ha avuto un basso tasso di mortalità e buone performance economiche (a differenza dell’Italia che risulta il secondo Paese più colpito in termini di Pil). In compenso, ha un effetto devastante sull’economia e sulla salute psico-fisica di chi lo subisce, andando a minare proprio la salute che si dice di voler proteggere. Stessa cosa vale per l’obbligo di mascherina, che protegge poco o nulla dal contagio, ma costringe chi la indossa a respirare i propri scarti per ore.
Il combinato disposto di mascherine, lockdown, isolamento sociale e disoccupazione avrà l’effetto di devastare mentalmente, fisicamente, socialmente ed economicamente chi vi si sarà sottoposto ancora a lungo.
E’ chiaro che la strategia di chi ha imposto questa follia e di prendere per sfinimento la popolazione, perché accetti il vaccino anti-Covid come “strumento di liberazione”.
Si chiama ricatto, e l’unica risposta accettabile è la rivolta, contro questa e tutte le altre mostruosità che gli organizzatori della pandemia (e i loro fedeli servitori, abusivamente al governo) ci stanno propinando.

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Il “presidente” Bidet e il ritorno del lockdown. Ovvero: l’assalto globale alla democrazia

Locandina di Matteo Brandi

Chi segue questo blog sa che ormai da mesi abbiamo messo in connessione la nascita della pandemia con i piani dei peggiori supercapitalisti d’Occidente, mostrando come coloro che prevedevano da anni il suo avvento, nel frattempo finanziassero la Gain of function del Coronavirus da pipistrello proprio nel laboratorio di Wuhan.
Ora, alla luce di quello che è accaduto e sta accadendo in questi giorni negli Usa, è evidente che quegli stessi soggetti stanno accelerando nel loro progetto verso il cosiddetto Nuovo ordine mondiale, quello che secondo Jacques Attali sarebbe proprio “nato grazie ad una piccola pandemia”.

Quando scrivevamo, in diversi post precedenti, che il Coronavirus serve sostanzialmente a instaurare dei regimi autoritari facendo a pezzi la democrazia e i diritti dei cittadini, a creare una società a due strati con pochissimi super-ricchi e una moltitudine di super-poveri, e a imporre a tutti vaccini e forme di tracciamento di massa, mai ci saremmo sognati di vedere l’esempio lampante di questo processo in atto nel più importante Paese del mondo occidentale, gli Stati Uniti d’America.

L’assalto al presidente Trump e allo stesso concetto di democrazia non è casuale, e solo i ciechi (o i tifosi di pentapiddina appartenenza, che è lo stesso) non sono in grado di vedere l’incredibile entità dei brogli avvenuti nei giorni scorsi negli Usa per piazzare alla Casa Bianca il novello fantoccio delle oligarchie liberiste e ultracapitaliste, Joe Biden (o “presidente” Bidet, che dir si voglia).
Per chi non ha seguito bene la vicenda o ha tenuto la testa sotto terra come gli struzzi, facciamo un piccolo riepilogo.

1) Secondo la narrazione ufficiale, Biden avrebbe preso 78 milioni di voti, più di qualsiasi altro presidente americano NELLA STORIA, stracciando letteralmente il record di Barack Obama del 2008 (69 milioni di voti).
Ora, Biden potrà pure avere un certo fascino per le signore di una certa età e vicine alla menopausa, ma da qui a pensare che un ottantenne con l’Alzheimer e una particolare “simpatia” per le minorenni possa battere di gran lunga il record di preferenze di qualsiasi altro presidente sembra a dir poco lunare. Tenendo anche conto che, nella storia Usa, il presidente in carica parte da sempre favorito e che chi conquista Stati decisivi come la Florida o l’Ohio (andati a Trump) quasi sempre conquista la Casa Bianca.

2) Il voto postale è stato propagandato principalmente dai Democratici. E’ vero quindi che la maggior parte di questi voti sono stati probabilmente assegnati a Biden.
Ma affermare che in alcune contee il 95-100% dei voti postali sia stato assegnato al candidato democratico (come ci hanno raccontato nel caso delle centinaia di migliaia di voti miracolosamente comparsi nel Michigan e nel Wisconsin alle 4 del mattino, che avrebbero ribaltato in pochi minuti l’esito della corsa in questi Stati a favore di Biden), è assolutamente inverosimile.
Anche tra i sostenitori di Trump, molti avranno avuto paura del virus e votato per posta, o saranno stati impossibilitati a recarsi ai seggi nonostante gli appelli del presidente. Quindi queste maggioranze bulgare per il candidato Dem appaiono quantomeno sospette.
A detta di tutti gli esperti, poi, il voto postale è quello che più si presta a brogli e maneggi vari. Che la pandemia abbia consentito l’uso massiccio di questa forma di voto, con tutti i brogli che vedremo tra poco, è solo il raggiungimento di uno degli obiettivi per cui questa è stata organizzata e poi scatenata dalla stessa élite che ora vorrebbe “salvarci” vendendoci il suo vaccino.

3) Le cause legali e i riconteggi in corso.
Il team di Trump sta indagando e raccogliendo evidenze su numerosi casi di frode elettorale, in particolare negli Stati in bilico come Pennsylvania, Michigan, Wisconsin, Arizona, Georgia e Nevada. Qui sono in corso riconteggi e sono state avviate cause legali.
Numerosi testimoni hanno deciso di rilasciare dichiarazioni giurate (“affidavit”, il team di Trump ha detto di averne raccolte 234 pagine SOLO PER UNA CONTEA DEL MICHIGAN) con le quali hanno denunciato la manipolazione delle schede elettorali, pacchi di voti con la stessa firma, l’esclusione di scrutatori repubblicani dai seggi, l’arrivo di scatoloni sospetti con centinaia di migliaia di schede nel cuore della notte e dal retro dei seggi elettorali tutte a favore del candidato Dem, voti conteggiati più volte, altri convalidati anche se privi di firma e timbro postale, addirittura l’apposizione di fogli di carta e materiali di vario genere alle finestre dei seggi per impedire la visione di ciò che accadeva all’interno. Il team legale di Trump ha riscontrato numerosi casi di defunti il cui voto sarebbe stato conteggiato (21.000 nelle liste elettorali della sola Pennsylvania, da qui l’ironico riferimento alla notte dello spoglio come “la notte dei morti votanti”. Judicial Watch ha scoperto quasi 2 milioni di “elettori fantasma” iscritti ai registri elettorali) e procedure opache nel ricevimento dei voti postali messi in atto in alcuni Stati, come la decisione della Corte suprema della Pennsylvania di autorizzare il conteggio anche di schede elettorali arrivate dopo il 3 novembre, pure se senza timbro né firma (decisione poi contestata dalla Corte Suprema Federale, che ha chiesto di separare tutte le schede arrivate dopo l’Election Day). Alcuni whistleblower del servizio postale sono usciti allo scoperto in Michigan e Pennsylvania dichiarando di aver ricevuto l’ordine di retrodatare alcuni plichi elettorali per renderli validi (qui un thread che raccoglie link su irregolarità di ogni tipo).
E’ ritenuto “unprecedented” anche il fatto che lo spoglio si sia fermato in sei Stati chiave nel cuore della notte, poco prima che arrivassero questi misteriosi carichi di voti Dem. Ricordiamo che in Stati come Michigan e Pennsylvania Trump conduceva con un cospicuo vantaggio fino allo stop del conteggio e al verificarsi di questi episodi, tanto che gli Antifa e i Black Lives Matter avevano iniziato a creare disordini nelle città perché si riteneva che il presidente la stesse spuntando. La Pennsylvania, la notte elettorale, era praticamente stata assegnata a Trump che aveva 700mila voti di vantaggio, e per recuperare Biden avrebbe dovuto ricevere, per ammissione degli addetti ai lavori, qualcosa come il 75% delle schede rimanenti. E’ stata poi assegnata al candidato Dem con oltre 60mila voti di scarto, dopo molti giorni e una pioggia di provvidenziali voti postali.
E’ venuto fuori che alcuni software usati per conteggiare i voti ne avrebbero passati migliaia da Trump a Biden “per errore”, rendendo così necessario il riconteggio manuale. Trump ha parlato di quasi 3 milioni di voti a lui “rubati” tramite questo sistema.
Sono stati chiamati in causa i software Hammer, Scorecard e il sistema Dominion, utilizzato in tutti gli Stati in bilico, nella cui compagnia alcuni esponenti di spicco dei Dem (come il capo dello staff di Nancy Pelosi e il marito della senatrice Feinstein) avrebbero quote azionarie e ruoli dirigenziali, e con la quale avrebbe una partnership anche la famiglia Clinton.
Di tutto questo sapremo di più man mano che le prove vengono raccolte e portate davanti ai giudici: vedremo se saranno sufficienti per permettere al team di Trump di ribaltare il risultato.
Di certo, se Stati come la Pennsylvania, il Michigan e il Wisconsin fossero assegnati a Trump dopo la cancellazione di un cospicuo numero di voti per irregolarità varie, questo gli sarebbe sufficiente per tornare in corsa per la Casa Bianca, togliendo a Biden lo status di “presidente eletto” che i principali media si sono affrettati a dargli. E a proposito…

4) L’orrendo ruolo dei media, mainstream e social.
Mai si era vista tanta malafede da parte di tutti i media in una elezione precedente.
In pochi giorni abbiamo assistito ad un coro di voci levarsi nell’acclamare il nuovo presidente, sebbene Trump e il suo staff si fossero sbracciati fin da subito a chiarire che l’esito sarebbe stato deciso dai tribunali, “congelando” di fatto l’elezione.
In un precedente importante, nel 2000, Al Gore era stato pure acclamato dai media come nuovo presidente, fin quando la Corte Suprema non assegnò la vittoria a George W. Bush, spegnendo l’entusiasmo dei Dem. Qui potrebbe accadere la stessa cosa.
Ma il comportamento dei media non è stato vergognoso solo per questo, che sarebbe il meno.
Le principali emittenti americane hanno censurato il discorso di Trump dopo la notte delle elezioni, quello in cui denunciava apertamente i brogli avvenuti, staccando la linea e togliendogli letteralmente la parola.
E stiamo parlando del presidente americano tuttora in carica!
Un comportamento del genere è inaudito per la supposta professionalità del mestiere giornalistico, che vuole che il reporter si limiti (appunto) a riportare quello che viene affermato, sotto la sua responsabilità, da uno dei due candidati, senza permettersi di dare giudizi sulla “veridicità” di quanto da lui detto (saranno i tribunali a stabilirlo, in questo caso).
Quanto accaduto la notte delle elezioni invece, con i media che si sono affrettati a bollare come “bugie” le frasi di Trump, rappresenta il punto più basso mai raggiunto dal giornalismo occidentale.

A ciò va sommata la censura dei social media.
Dall’Election Day, Facebook e Twitter sembrano essere diventate delle succursali del Partito Democratico, arrogandosi il diritto di oscurare i post del presidente Usa o di mettere degli “avvisi” sotto di essi in cui ricordano a tutti che Biden è il nuovo presidente secondo i principali media e che le accuse di frode sono infondate.
Fb ha addirittura eliminato la dicitura “presidente degli Stati Uniti” sotto il profilo di Trump, sostituendolo con “candidato politico”.
Lo ribadiamo: finché c’è un contenzioso legale in corso e gravissime accuse di brogli, non c’è nessun presidente eletto, ed è incredibile che tutti i media e i principali social ignorino questa ovvietà. Ma in tempo di dittatura “Democratica”, dire l’ovvio è diventato rivoluzionario.

5) Il paradosso dei Democratici che fanno a pezzi la democrazia.
E’ evidente che tutte queste performance di sedicenti “Democratici” che fanno brogli, cercano di rubare le elezioni, censurano le ragioni dei propri avversari politici, fomentano rivolte di strada di gruppi a loro legati come i Black Lives Matter e gli Antifa, stilano vere e proprie liste di proscrizione (lo abbiamo visto dai tweet di Alexandria Ocasio-Cortez, che invitava a schedare i sostenitori di Trump e a quelli della giornalista del Washington Post Jennifer Rubin, che invitava ad ostracizzare dalla società chiunque mettesse in discussione l’esito delle elezioni), dimostrano solo quanto queste persone siano i più feroci haters della democrazia e della libera autodeterminazione dei popoli.
Inclini a fare ogni tipo di porcheria pur di far prevalere la loro agenda, questi individui, lungi dall’essere la parte migliore dell’umanità come spesso si ritengono, rappresentano la principale minaccia a libertà, giustizia e democrazia.

La loro agenda poi coincide quasi sempre con quella dei super-ricchi multimiliardari “filantropi” quali Bill Gates, la famiglia Rockefeller, la famiglia Rothschild, George Soros, Warren Buffet, Jeff Bezos, Elon Musk, la Silicon Valley, le principali banche e multinazionali, insomma, la solita cricca di ricconi “arcobaleno”, con il cuore a sinistra e il portafoglio molto a destra.
Questa gente si ritiene talmente piena di amore per il pianeta, da voler in suo nome ridurre l’umanità sia di numero che in miseria, naturalmente mantenendo tutti i propri privilegi, anzi, accrescendoli ulteriormente.
Inoltre, poiché l’umanità avrebbe anche il brutto vizio di voler scegliere autonomamente i propri governanti e legislatori, adesso hanno anche deciso che questo diritto gli deve essere tolto, se necessario ricorrendo a brogli plateali.
“Noi facciamo colpi di Stato dove ci pare, fatevene una ragione” twittava qualche mese fa tronfio Elon Musk, un membro di questa “élite” psicopatica.
Al presidente Trump e a tutti gli uomini liberi il compito di dimostrare che si sbagliava.


P.s. Mentre negli Usa andava in scena quello che si può solo definire un colpo di Stato, in Italia grazie al governo abusivo MAI VOTATO DAGLI ITALIANI tornava progressivamente il lockdown, con la suddivisione del Paese in zone gialle, arancioni e rosse.
L’agenda globale vuole la distruzione delle piccole e medie imprese per far posto al dominio delle grandi catene multinazionali, ed è quello che accadrà con questa seconda ondata di contagi piovuti dal nulla e di chiusure.
In maniera molto sospetta, poi, il giorno dopo la “proclamazione mediatica” di Bidet, veniva annunciata al mondo la sicurezza “al 90%” del vaccino della Pfizer. Il Coronavirus è servito anche per togliere di mezzo Trump, e se lui non troverà il modo di capovolgere la situazione nei prossimi giorni, l’agenda globale incentrata sul vaccino per tutti comincerà a mettersi in moto.
Sarà bene ribadire forte e chiaro il NO a qualsiasi imposizione vaccinale e al lockdown, almeno da parte di quelle persone che non hanno perso il lume della ragione in mezzo a questa psicosi collettiva.

Quelle mani del Deep State sulla creazione del Coronavirus

A pochi giorni da quelle che sono state definite le elezioni americane più importanti di sempre, il mondo si trova immerso nella cosiddetta seconda ondata della pandemia. Coprifuoco, lockdown, militari per le strade, chiusura dei locali sono solo alcune delle misure prese per combattere la guerra contro il “nemico invisibile”, trattato alla stregua di un esercito invasore subdolo e sfuggente. 
Mentre le politiche prese dai governi di mezza Europa vanno nella direzione di restringere le possibili occasioni di socialità, si prepara l’avvento di una crisi economica ben peggiore di quella del 2008. 
Proprio in questi giorni assistiamo nel nostro Paese a proteste sempre più veementi contro l’ultimo Dpcm di Sua Maestà Giuseppe Conte che, dall’alto dei suoi zero voti ricevuti ad una qualsiasi elezione, continua a prendere decisioni catastrofiche per la vita di milioni di persone senza neppure consultarsi con il Parlamento.  
E’ evidente che la crisi ingenerata dalla pandemia causerà migliaia e migliaia (se non milioni) di nuovi poveri, quelli che fino a ieri erano considerati membri della classe media, mentre i dati ci dicono che i super-ricchi si stanno arricchendo ulteriormente.
Un risultato ideale per le “élite” mondialiste, che stanno cavalcando il virus come se fosse una manna dal cielo per imporre la loro agenda: controllo autoritario della società, restrizioni dei diritti fondamentali, esecutivi che scavalcano i parlamenti, primato della “scienza” e della medicina (sempre quella che piace a Oms e case farmaceutiche) sulla politica, attesa messianica del vaccino con tutti i profitti che questo porterà ai soliti noti.
Se tutto ciò fosse accaduto per mero caso, diremmo che si è trattato di un immenso colpo di fortuna per queste oligarchie. Ma non è detto che sia così. 

I “PROFETI” DEL VIRUS

Tanto per cominciare ci sono le profezie degli oracoli del mondialismo. 
Già Jacques Attali, il mentore e “creatore” di Macron, aveva profetizzato nel 2009 che una piccola pandemia avrebbe “permesso l’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale”, previsione che oggi risuona più attuale che mai. 
Poi ci sono i Rockefeller. Nel 2010 la loro Fondazione pubblicò un report dal nome “Scenari per il futuro della tecnologia e dello sviluppo internazionale”, nel quale si ipotizzavano alcuni eventi futuri, tra cui quello (scenario “Lock step”) di una pandemia nata proprio in Cina, che avrebbe causato 8 milioni di morti e portato all’adozione obbligatoria di mascherine chirurgiche, ad esecutivi più autoritari e restrizioni dei diritti umani, ad un maggiore controllo tecnologico sulla popolazione e all’utilizzo di strumenti come i termoscanner all’ingresso dei locali pubblici. 
Rileggendo oggi quelle pagine sembra che i governi stiano seguendo pedissequamente l’agenda tracciata dai Rockefeller un decennio fa. 
Il report incensava anche la reazione della Cina, che attraverso un lockdown immediato e severo e attraverso un capillare tracciamento dei contatti, sarebbe riuscita ad “uscire” dalla pandemia prima degli altri Stati. Oggi a Wuhan si vive in maniera assolutamente normale. 
I Rockefeller non si sono solo divertiti a ipotizzare lo scenario che stiamo vivendo oggi.
Nel 2015, in partnership con la Microsoft di Bill Gates, con la Gavi (Alleanza Globale per i Vaccini e l’Immunizzazione, sempre sponsorizzata da Gates), con l’Onu e con numerose Ong, hanno lanciato un programma dal nome ID2020 con il quale si ripromettevano, per l’anno in corso, di fornire ad ogni individuo sul pianeta una ID digitale, collegata biometricamente al corpo umano, per evitare le falle della documentazione tradizionale cartacea nell’identificare specialmente poveri e migranti.
Secondo il programma, l’ID digitale dovrebbe essere collegata alle vaccinazioni ricevute dall’individuo, dando vita ad una sorta di “registro biometrico” delle vaccinazioni e dei dati personali dell’individuo. 
Ma come si concretizza questo obiettivo, che a prima vista sembrerebbe, per usare un termine in voga, “filantropico”? 
Bene, Gates ha commissionato al Mit una tecnica chiamata “tatuaggio a punti quantici”, che, secondo l’Ansa, “permetterebbe di leggere il registro delle vaccinazioni sotto pelle”, come un codice a barre. Avete capito bene, un codice a barre impresso sul corpo del vaccinato, contenente i suoi dati e leggibile con uno smartphone. 
Per chi è giustamente preoccupato per l’utilizzo di una tecnica così invasiva, si tratta di un modo per schedare la popolazione e forse controllarla anche fin nel loro corpo attraverso tecnologie di cui non siamo del tutto a conoscenza (come nanochip, ormai così piccoli da essere invisibili ad occhio nudo). Altri soggetti più religiosi ci vedono il leggendario Marchio della Bestia dell’Apocalisse.
Come che sia, Gates e i Rockefeller, per completare questo progetto, avrebbero bisogno di una causa scatenante che permetta l’adozione/imposizione di vaccinazioni su scala globale. E guarda caso, la pandemia da Sars-Cov2 rappresenta un’occasione ghiottissima, quasi “provvidenziale” per portare avanti questa agenda.

Ma teniamo aperto il capitolo Gates. Oltre alla partnership con i Rockefeller (con cui i Gates sono in affari da generazioni, altro che “self-made man”), il “filantropo” Bill, che da anni investe nel campo dei vaccini (guadagnandoci, come da sua ammissione, 20 volte tanto) è un altro membro del club dei profeti del virus. 
Già nel 2015 ad una conferenza del Ted, Gates prevedeva l’arrivo di una pandemia contro cui, affermava, “non siamo preparati” e che avrebbe fatto milioni di morti. 
Non contento, Bill organizzava il 18 ottobre 2019, un mese e mezzo prima che cominciassero i contagi a Wuhan, una simulazione di pandemia a New York (l’Event 201) assieme ai membri del World Economic Forum di Davos, al Johns Hopkins Center for Health Security (strettamente collegato al NIH, l’Istituto Nazionale di Sanità americano) e a pezzi grossi da ogni parte del globo.
Un simpatico “gioco” con cui alcuni dei più importanti decisori planetari si esercitavano a capire come reagire di fronte all’arrivo di una pandemia “inaspettata”, naturalmente originata da un nuovo tipo di Coronavirus. 
Ma chiaramente fa tutto parte delle spiccate doti di preveggenza del nostro “filantropo”. 

L’ORACOLO FAUCI

E a questo punto giungiamo all’ultimo oracolo della lista, il dottor Anthony Fauci.
Quest’uomo è ai vertici delle istituzioni sanitarie Usa dai tempi di Reagan (anni ’80), quando scoppiò l’epidemia di Aids. Fauci fu uno dei dottori ad attribuirsi il merito per l’isolamento del virus dell’Hiv “rubando” la scoperta alla dottoressa Judy Mikovitz e al dott. Frank Ruscetti e ritardando la sua pubblicazione di 6 mesi, come ci racconta la stessa dottoressa Mikovitz che lavorò con lui in quel periodo, contribuendo così al dilagare del virus.
Orbene, il simpatico dott. Fauci 40 anni dopo è ancora a capo del NIAID, l’Istituto americano per le allergie e malattie infettive, e un pezzo grosso del NIH, l’Istituto Nazionale della Sanità americano. Oltre a ciò, collabora strettamente con Bill Gates nel suo programma di promozione globale delle vaccinazioni, il Global Vaccine Action Plan, che annovera tra i suoi partner anche l’Oms (di cui Gates è il principale finanziatore, dopo il ritiro degli Usa per decisione di Trump) e l’Unicef.
Un personaggio così non poteva non aver vaticinato anche lui qualcosa sulla pandemia, e infatti nel febbraio 2017 dichiarò alla stampa che la presidenza Trump avrebbe sicuramente “affrontato delle sorprendenti epidemie”.
Insomma, questo virus se lo aspettavano proprio tutti. 

Ma Fauci non si è limitato solo a vaticinare: fino al 2019 il suo NIAID finanziava proprio nel laboratorio di Wuhan una dottoressa chiamata Zhengli Shi, esperta in Coronavirus e famosa per le sue ricerche sulla Gain of Function (guadagno di funzione), ovvero sulla creazione di virus ibridi, manipolati per essere più contagiosi o più letali.
La dottoressa Shi aveva già destato scalpore per la creazione di un virus ibrido molto simile al Sars-Cov2 nel 2015, frutto del lavoro realizzato negli Usa con una equipe internazionale che comprendeva il dottore americano Ralph Baric. 
Queste ricerche, pubblicate su Nature, sollevarono veementi polemiche per la pericolosità della materia trattata, tanto più che già nel 2014 le pratiche legate alla Gain of Function erano state proibite da Obama sul territorio americano.
Eppure Fauci continuò a finanziare questa dottoressa e le sue ricerche nel laboratorio di Wuhan fino allo scoppio della pandemia. La stessa dottoressa Zhengli Shi, intervistata nel marzo scorso dalla rivista Scientific American, arrivò ad affermare che “il Sars-Cov2 potrebbe essere fuoriuscito dal nostro laboratorio. Non ho dormito per diversi giorni al pensiero”. Questo prima di essere silenziata dalle sue autorità di riferimento. 

Secondo il dottore e premio Nobel in Medicina Luc Montagnier, il Sars-Cov2 è un virus artificiale, creato con pezzi di Coronavirus da pipistrello, ibridati con una sequenza del virus Hiv. 
Questa ibridazione si è resa necessaria perché il Coronavirus da pipistrello, in natura, non è contagioso per gli esseri umani.
Era fondamentale, quindi, manipolarlo in modo da renderlo più infettivo.
Secondo l’ipotesi di Montagnier, il motivo di questi esperimenti sul Coronavirus sarebbe stato la ricerca di un vaccino, ma l’illustre dottore Simon Wain-Hobson, capo struttura di retrovirologia molecolare all’istituto Pasteur di Parigi, intervistato da Paolo Barnard, ci dice che le ricerche sulla Gain of Function non hanno nessuna utilità allo scopo di creare un vaccino. La loro possibile applicazione, quindi, sarebbe quella di un’arma batteriologica.

CONCLUSIONI

Se il Sars-Cov2 non è un virus naturale, e la sua creazione non serviva ad un vaccino, qualcuno lo ha ingegnerizzato a scopi bellici. Il virus è stato con ogni probabilità creato e diffuso nella zona di Wuhan. Non sappiamo ancora se sia sfuggito “accidentalmente” o diffuso ad arte (e in questo caso, chi l’abbia materialmente diffuso), ma una cosa è certa: questa pandemia era stata prevista da anni e alcuni degli “oracoli” che la prevedevano con sicurezza nel contempo finanziavano proprio a Wuhan dottori che si occupavano di Gain of Function, cioè di ibridazione dei Coronavirus da pipistrello per renderli più contagiosi e pericolosi.

Grazie alla pandemia, personaggi come Bill Gates si stanno ergendo ogni giorno a grandi luminari e salvatori dell’umanità con il loro vaccino che “ci libererà dal male”, mentre cure efficaci e di scarso costo come l’idrossiclorochina, l’eparina e la terapia del plasma vengono osteggiate e sabotate come ciarlataneria. 
Chi parla di rafforzare il sistema immunitario con vitamina C e D, attività fisica e uno stile di vita sano, l’abc della lotta a qualsiasi virus, viene trattato come uno stregone pazzo. 
Un’agenda globale di controllo della popolazione si dispiega davanti ai nostri occhi, con voci che si levano a parlare di nuovi lockdown, di isolare i contagiati fuori dalle loro case dopo averli “stanati”, di pass elettronici per poter tornare a viaggiare serenamente, di “Grande Reset” ed altre amenità degne del libro “1984”. 
Ma non si tratta di un’agenda globale programmata da anni dai peggiori supercapitalisti in circolazione. No.
E’ sicuramente tutta colpa di un virusetto parainfluenzale fuoriuscito casualmente dal mercato del pesce di Wuhan.