Sull’avvocato della Merkel (che deve dimettersi immediatamente e poi essere processato), sul Mes, sulle sardine piddine e su Vox di Fusaro

Periodo turbolento quello che stiamo vivendo prima della fine dell’anno, con tanta roba sul piatto com’è tipico delle festività.
Cominciamo con la portata principale: “Giuseppi” Conte, che va rosolato per bene.

Il fu avvocato del popolo è oramai passato al tristissimo ruolo di avvocato della Merkel, dopo il suo assenso a giugno alla modifica di un trattato (il Meccanismo Europeo di Stabilità) che il Parlamento gli aveva intimato di rigettare. Il Mes riformato comporterà per l’Italia nuove spese, a fronte dell’obbligo di ristrutturare in modo pauroso i conti pubblici (le solite privatizzazioni, tagli della spesa e ipoteca di asset statali) nel caso sia necessario chiedere i suoi (i nostri) soldi in prestito, e questa volta senza neanche passare da un dialogo istituzionale con Commissione ed Eurogruppo.
Una porcata colossale che servirà solo a salvare le banche tedesche con le tasche degli italiani e con il rischio di un commissariamento stile Troika. Come se non bastassero già i parametri di Maastricht, il pareggio di bilancio in Cost., il Fiscal Compact.

Avendo disatteso le indicazioni del Parlamento e non avendone chiarito le motivazioni, oltre che per l’aver commesso il reato di infedeltà negli affari di Stato, Conte non può che dimettersi ed essere anche perseguito legalmente, come ben spiegato in questo articolo di Becchi e Palma. Il Movimento 5 Stelle, che finora lo ha difeso, non può che scaricare lui e questa vergognosa alleanza col Pd, come già fatto dal bravissimo Gianluigi Paragone. E successivamente rifiutarsi di ratificare in Parlamento la modifica del Mes. Salverebbe così almeno quel poco di credibilità che gli è rimasta dopo un numero esagerato di tradimenti ai danni del popolo italiano.

Il secondo piatto è costituito dalle sardine, che ben si prestano ad essere inscatolate e divorate. L’ultima, patetica, trovata dei sinistri nasce da una serie di esigenze che andiamo ad elencare:

  1. Il terrore piddino di perdere l’Emilia e la Toscana;
  2. L’impossibilità di riproporre l’alleanza col M5S, uscita devastata dal voto in Umbria;
  3. La necessità di un movimento apparentemente “nuovo” e “apartitico” per raccogliere i voti degli sprovveduti e riportarli convenientemente a sinistra, togliendoli alla destra (stessa funzione assolta finora dal M5S);
  4. Il bisogno di un’arma di distrazione di massa che faccia dimenticare gli scandali Bibbiano (ubicato proprio in Emilia) e Csm, il Mes stesso, la manovra finanziaria, i porti nuovamente aperti e le mille altre porcate del governo abusivo.

Vignetta di Ghisberto sulle “sardine”

Che dietro le sardine ci sia il Pd e la galassia arcobaleno ormai lo hanno capito anche i sassi: se comunque qualcuno dovesse ancora credere, oltre che a Babbo Natale, anche alla spontaneità di tale movimento, segnaliamo questo articolo della bravissima Francesca Totolo, che ha “schedato” buona parte dei dirigenti del branco ittico.  A partire dal suo leader, che è nel team di una rivista, “Energia”, curata da una società fondata da Romano Prodi (sardine e mortadella, pessima combinazione).
E se non bastasse, facciamo notare come le “sardine” modenesi stiano apertamente facendo campagna elettorale per Bonaccini (Pd).

Dulcis in fundo, Vox di Fusaro. Il nuovo partito è sicuramente interessante in prospettiva futura, ma solo a due condizioni:

  1. Mantenere la barra dritta sull’Italexit, da Euro e Ue, senza se e senza ma, assieme al rifiuto di ogni trattato internazionale/capestro e della logica dell’austerity. Quindi no Mes, no Ceta e Ttip, abrogazione pareggio di bilancio e Fiscal Compact, sì a politiche economiche keynesiane di piena occupazione e spesa pubblica con MONETA SOVRANA, pieno controllo politico su Bankitalia, ritorno dello “stato imprenditore”;
  2. E’ assolutamente necessario che Vox sia pronto ad allearsi con la destra di Salvini e Meloni. Spiego il motivo: se Vox è contro l’immigrazione di massa, per la difesa della famiglia tradizionale e dell’identità e interesse nazionale, non può che schierarsi a destra, mantenendo nel contempo le sue istanze sociali e keynesiane in favore di disoccupati, precari e lavoratori.
    Se invece dovesse correre da solo, rischia di rubare voti “sovranisti” da destra, per poi riportarli a Pd e dintorni, in una operazione sciagurata simile a quella già portata avanti dal M5S (e dai suoi burattinai sovranazionali).

 

Se Vox non vuole essere l’ennesimo partito nato per “sterilizzare il dissenso” e “impedire alle destre nazionaliste di prendere il potere”, dovrà per forza di cose avviare un fitto dialogo con Salvini, Meloni, Borghi e Bagnai, in vista di una possibile alleanza futura.
I nemici da sconfiggere e ridurre all’impotenza in Italia restano il Pd e le sinistre sorosiane, europeiste e liberiste. Una destra compatta, nazionalista ed euroscettica, ma al contempo attenta all’aspetto sociale e ambientale (e non solo a quello imprenditoriale), è altamente auspicabile.

 

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