Tempo scaduto

renzi_trivelleQuando è tempo di andare a casa, certa gente dovrebbe avere l’intelligenza di rendersene conto (anche se capiamo che non è un dono da tutti).
Dopo l’ennesimo scandalo che ha colpito il Governo dei Non Eletti, coinvolgendo non solo l’ex ministro Guidi, ma anche il ministro Boschi e Matteo Renzi, quel tempo è arrivato.

Non bastava un Parlamento eletto con una legge dichiarata incostituzionale dalla Consulta, e sulla sentenza della quale ci sono forti dubbi che la Corte abbia oltrepassato i propri poteri permettendo alle Camere di continuare a legiferare (leggi l’articolo:Giuristi contro la legittimità del Parlamento: “La Consulta è andata oltre i propri poteri”);
non bastava un governo non eletto in regolari elezioni (il terzo dal 2011), con un capo del governo nominato da un presidente della Repubblica fortemente sospettato di coinvolgimento nelle trattative Stato-mafia;
non bastava che il governo fosse stato beccato a fare leggi per favorire le banche a scapito dei cittadini, tra cui quella del padre della Boschi (indagato per bancarotta fraudolenta);
non bastava l’accordo con Verdini, condannato e plurimputato;
non bastava Mafia capitale, con tanto di foto ritraente il ministro Poletti intento a cenare, nel 2010, con Buzzi e Panzironi (arrestati nell’ambito dell’inchiesta);
non bastava che pure il padre di Renzi fosse indagato per bancarotta fraudolenta (tanto per non farci mancare niente);
non bastava che nonostante tutto ciò un governo di nani volesse mettere mani alla Costituzione stilata dai giganti (somma dissacrazione) oltre che alla legge elettorale;
la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata con l’ennesimo scandalo all’interno del governo , che ha coinvolto l’ex ministro Guidi, pizzicata a far inserire nella legge di stabilità 2015 un emendamento diretto a favorire il proprio compagno, Gianluca Gemelli, in rapporto d’affari con la Total e ora indagato dalla Dda di Potenza.

Le dimissioni del ministro sono state un atto dovuto dopo la pubblicazione delle intercettazioni che la riguardano, ma ancora più dovute sono quelle del ministro Boschi, chiamata in causa direttamente dalla Guidi (“se Maria Elena è d’accordo”) nelle chiamate, e di Matteo Renzi, che è addirittura arrivato a dichiarare la propria responsabilità riguardo quell’emendamento, facendo sfoggio una volta di più della sua consueta arroganza (ci mancava solo l'”embé?”).
Che entrambi non sapessero nulla del “leggero conflitto di interessi” del ministro Guidi, dopo la richiesta esplicita di questa di inserire l’emendamento nella legge di stabilità, è ridicolo.

Tanto più che con la pubblicazione di nuove intercettazioni del caso Guidi si è appreso che anche il ministro dell’Economia Padoan sarebbe stato scelto dalla stessa “combriccola” di petrolieri e affaristi di Gemelli. E che questa combriccola, accusata di associazione per delinquere, avesse in mano foto ritraenti il ministro Delrio assieme a mafiosi.  Lo stesso Delrio chiamato in causa da Gemelli in altre intercettazioni (“stanno portando avanti la nostra nomina”).
L’intero governo (comprese le ministre Madia e Pinotti) appare, insomma, esplicitamente manovrato da una cordata di affaristi di vario genere e coinvolto in affari molto opachi.

Boschi petrolio

La vignetta di Vauro sul Fatto Quotidiano

Se la Boschi era un’anatra già più che zoppa dopo il caso Banca Etruria, ora non si vede con quale faccia tosta possa ancora occupare il suo posto. Non ci sono più le condizioni, così come non c’erano già ai tempi del decreto salva-banche.
A certificare la sfiducia nei suoi confronti è anche un sondaggio di Ballarò del 6 aprile, per cui il 54% degli italiani vuole le sue dimissioni. E il suo nome salta fuori nuovamente in alcune intercettazioni del capo di stato maggiore della Marina De Giorgi (“come mi aveva promesso la Boschi”).

E se Renzi ammette candidamente di aver voluto emendamenti che, di fatto, sono un regalo alle multinazionali del petrolio (come altri erano regali alle banche), oltre che favori personali ad altri ministri, è evidente che siamo di fronte ad un governo che è autoreferenziale e dichiaratamente servo dei soliti poteri forti economici e finanziari, in totale dispregio sia del bene della cittadinanza che di quello dell’ambiente.
Se ne sono resi conto anche gli italiani, che in un sondaggio per Agorà (Rai 3) hanno definito Renzi “amico delle lobby” con un risultato del 44% (31% per il No).
Tanto più che l’emendamento incriminato della Guidi (tuttora in vigore) andrebbe ad impattare ulteriormente su zone già martoriate dall’inquinamento come Taranto (in seguito al potenziamento dell’attività dello stabilimento Eni) e la Basilicata (al centro dell’inchiesta sullo sversamento di rifiuti altamente tossici nei pozzi, sempre da parte di Eni).
E tutto ciò è avvenuto in contemporanea con le condanne degli ex vertici della Total per un’inchiesta della procura di Potenza del 2008, proprio riguardanti il giacimento di Tempa Rossa, e con un disastro ambientale avvenuto in Francia causato dalla rottura di una conduttura della stessa Total.

E’ tempo quindi di dimettersi, o di essere dimesso, per l’intero governo Renzi, un governo che ha fatto solo gli interessi di amici e parenti dei suoi ministri, oltre che di lobby e banche.
E’ tempo di andare a casa e permettere al Paese di avere le nuove elezioni che agogna da quando la Consulta ha dichiarato incostituzionale il Porcellum (e il Parlamento con esso eletto).

 

(Articolo aggiornato al 8/4/2016)

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