Sul libro “Massoni”. Bomba mediatica o manipolazione?

squadra_compassoDa poco più di un anno è nelle edicole un’opera di indubbio interesse per tutti coloro che amano capire cosa accade “dietro le quinte” del potere.
L’opera in questione è il libro “Massoni. La scoperta delle Ur-Lodges”, scritto da Gioele Magaldi, libero muratore e Gran Maestro della loggia “God – Grande Oriente Democratico”, con la collaborazione di confratelli appartenenti ad altre logge.

Ora, se il testo dovesse essere attendibile, contiene rivelazioni in grado di riscrivere la storia del mondo che conosciamo, dal settecento ad oggi.
Il problema è, appunto, l’affidabilità. Il Magaldi cita come fonti documenti che sono tenuti bene al sicuro nel segreto di diverse officine massoniche internazionali, e quindi non passibili di verifica. Fino al giorno, quindi, di una eventuale pubblicazione, ci si può solo fidare della sua parola e di quella dei suoi confratelli.

Premesso questo, il libro è indubbiamente affascinante, per la ricostruzione che fa dei principali eventi della contemporaneità sotto la lente massonica, e per una ricchissima mole di riferimenti ad articoli e libri, di autori che hanno provato a comprendere e spiegare i problemi di natura politica-economica nei quali siamo tutti attualmente invischiati.

La tesi centrale del Magaldi è quella di uno scontro in atto tra diverse logge sovranazionali (o Ur-Lodges), veri epicentri del potere contemporaneo, per il dominio del fenomeno chiamato “globalizzazione”. A suo parere le logge “progressiste”, o democratiche, avrebbero dagli anni ’60 in poi perso potere e centralità in favore delle logge neoaristocratiche, ultraliberiste e oligarchiche, che avrebbero così imposto il loro ordine in tutto il mondo a spese di welfare state, diritti umani e dell’ideale di una società più giusta ed equa.

Magaldi cita in particolare alcune logge neoaristocratiche che sono diventate le vere dominae della storia recente: e cioè, la “Three Eyes”, controllata (tra gli altri) da David Rockefeller, membri della famiglia Rothschild e Henry Kissinger; la “White Eagle”, che avrebbe strappato il potere alla prima negli anni ’80 con l’elezione di Ronald Reagan e Margaret Thatcher; e la “Hathor Pentalpha”, fondata da Bush padre e considerata la più “cattiva” in assoluto.

I membri della prima loggia sono fortemente sospettati, secondo gli autori, di omicidi come quelli dei fratelli Kennedy e di Martin Luther King, assieme ad altri esponenti di logge altrettanto neoaristocratiche, organiche di quel financial-industrial-military complex al quale periodicamente ci si riferisce quando si parla dei mandanti;
ai membri della terza sarebbero da ascrivere addirittura eventi come l’11 settembre e la creazione dell’Isis, e cioè il terrorismo finanziato e utilizzato per raggiungere obiettivi geopolitici. Secondo questa ricostruzione, persino Osama Bin Laden e il “Califfo” Al Baghdadi sarebbero stati affiliati alla “Hathor”, il cui nome rimanda, come Isis, alla dea egizia Iside.

MassoniAccanto a queste tre, una pletora di altre officine internazionali neoaristocratiche, tutte intenzionate a dominare la popolazione mondiale alla stregua di bestie, a favore del dominio di pochi “eletti”, ben incardinati nel sistema politico, economico, finanziario, militare, diplomatico, d’intelligence e mediatico.

Ma le rivelazioni di Magaldi e dei suoi confratelli non si fermano qui: la stessa crisi economica sarebbe stata scientemente indotta da massoni oligarchici per realizzare immensi profitti speculativi sulle nazioni in crisi, e per imporre un nuovo ordine neofeudale in Europa, con conseguente cinesizzazione del mercato del lavoro.
La distruzione del welfare state, dei diritti dei lavoratori, la disoccupazione crescente, la precarizzazione del lavoro, il crollo dei salari e nel frattempo l’aumento dei privilegi e della concentrazione della ricchezza in poche mani, sarebbero effetti del tutto voluti dagli esponenti delle logge massoniche dominanti, di orientamento ultra liberista. La stessa Unione Europea sarebbe stata fin dall’inizio parte di questo disegno oligarchico, con le sue istituzioni tecnocratiche e il suo deficit di democrazia.

Secondo Magaldi il vero potere è decisamente massone, e sono queste logge oligarchiche e sovranazionali ad avere creato e manovrato istituzioni come il Bilderberg, la CommissioneTrilaterale, il Consiglio sulle Relazioni Estere americano e tante altre.
Sono numerosi i nomi dei “grembiulini” citati nell’opera, del passato e del presente, accanto alle superlogge (o Ur-lodges) di appartenenza: Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Angela Merkel, Barack Obama, Osama Bin Laden, Al Baghdadi, Mario Monti, persino Vladimir Putin, Lenin e un papa, Angelo Roncalli. Tra gli esponenti più celebri della massoneria internazionale progressista, figurerebbero anche Franklin Delano Roosevelt, Gandhi e Martin Luther King.

Tra le tante alchimie fuoriuscite dalle officine massoniche oligarchiche in passato, ci sarebbero anche la creazione del nazismo in Germania, del fascismo in Italia, la P2 e una serie infinita di colpi di Stato; tra quelle delle officine progressiste, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, il New Deal e tutti gli interventi per estendere i diritti civili.

Adesso, dopo un periodo di “pax massonica”, il fronte progressista starebbe tornando a reagire contro i confratelli oligarchici, in nome di un governo della globalizzazione più equo, e la pubblicazione dell’opera farebbe parte di questa strategia.

massoni_cappucciNel comporre il libro, Magaldi si è avvalso della collaborazione di confratelli provenienti anche da logge neoaristocratiche e cita brani estratti da un gran numero di testi, tra cui quelli di Paolo Barnard, Nino Galloni, Daniel Estulin, John Perkins, tutti intervistati anche dalla rivista “Barricate”.

A questo punto si sarebbe tentati di vedere l’autore come un nuovo Prometeo, portatore all’umanità dei più reconditi segreti del “back-office del potere” – come lo chiama lui – se non fosse per alcune incongruenze.

La prima: nel denunciare il complotto delle logge massoniche oligarchiche nella ridefinizione degli equilibri mondiali, Magaldi non spende neanche una parola sulla questione israeliana, in termini critici. Nel senso: l’operato di Israele non è mai messo in discussione, e in alcune interviste l’autore afferma di essere a favore del sionismo.
Ora, sembra difficile che un vero democratico e progressista come il Magaldi dice di essere, con la sua cultura, possa avallare il genocidio e la colonizzazione in atto da più di 70 anni in Medio Oriente ad opera degli israeliani, così definiti (genocidio e colonizzazione) da parte di intellettuali ebrei o di origine ebraica come Ilàn Pappè e Noam Chomsky. Questo sembra avvalorare la tesi per cui sia la massoneria “oligarchica”, sia quella “democratica” siano decisamente a favore dell’opera di progressiva conquista della Palestina da parte degli israeliani, a scapito degli abitanti di origine araba. E questo spiegherebbe come mai i grandi media occidentali e i principali partiti politici diano una visione del conflitto scandalosamente sbilanciata dalla parte sionista. Del resto in alcuni libri che studiano il fenomeno massoneria come “Il tempio e la loggia” di Leigh e Baigent, si afferma come l’istituzione sia derivata (anche) dall’Ordine dei Templari.
Questo spiegherebbe l’accanimento con la questione palestinese, e nel frattempo la preponderanza del settore finanziario al suo interno (i Templari furono i primi banchieri internazionali e diedero un impulso essenziale allo sviluppo del capitalismo moderno).

Magaldi

L’autore del libro, Gioele Magaldi

La seconda incongruenza riguarda gli Stati Uniti d’Europa. Ebbene sì, proprio il Magaldi che si erge a difensore dei popoli oppressi dalle logge cattive, e a restauratore di un sistema economico neokeynesiano e democratico, si dice a favore della creazione di un superstato europeo, ma con “eurobond, un Parlamento che legiferi veramente e istituzioni elette e rappresentative”.
L’autore dimentica che il progetto Stati Uniti d’Europa, decisamente voluto da confratelli massoni di ogni nazione, non è in realtà mai stato accettato dai popoli europei, che hanno bocciato ai relativi referendum sia la Costituzione Europea che il Trattato di Lisbona alla sua prima ratifica. Solo dopo molte pressioni e una nuova consultazione, l’Irlanda si decise a far passare il nuovo trattato, che non fu più neanche sottoposto al referendum negli altri Paesi europei.
Una simile mancanza di democraticità non può essere sanata andando nella direzione di degli “Stati Uniti d’Europa buoni” ( cui non crede più nessuno se non i massoni stessi che ci guadagnano), ma solo smantellando tutto l’impianto europeo per poi eventualmente rifondarlo su basi più democratiche (una volta riprese tutte le sovranità statali, ivi comprese quella monetaria). Anche qui la “democraticità” del massone Magaldi sembra decisamente vacillare, a favore dei vecchi e oligarchici progetti dei suoi confratelli, che hanno già causato fin troppe sofferenze al Vecchio Continente.
Del resto già individui come Mario Monti affermavano che la crisi era il modo migliore per fare accettare alla gente una più stretta unificazione europea, quindi in tal modo si andrebbe esattamente in quella direzione.

Terza incongruenza presente nel libro: il numero delle pagine del testo. Dopo che per tutto il volume l’autore ci ha spiegato l’ossessione dei massoni per numeri, date e simbologie, ci si accorge che il libro in questione consta di ben…666 pagine.
656 di testo, più altre 10 in coda aggiunte dall’editore Chiarelettere.
Un numero un tantino sospetto per un gruppo di massoni “progressisti, democratici e ben intenzionati a far valere i diritti umani”.

Alla fine della fiera, il sospetto è che una parte della massoneria si sia costituita in una loggia speciale (il God, Grande oriente democratico) e abbia pubblicato il libro per catturare quella parte di intellettuali e di società civile che da tempo stanno denunciando il lato oscuro della Ue, dell’impero statunitense, dei tanti circoli in cui l'”elite” si riunisce e di questioni come quella palestinese, per ricondurli su più miti consigli e su posizioni più gradite. Anche il recente tentativo del Movimento Roosevelt (nato dal God) di attirare il M5S nel sostegno alla candidatura di Nino Galloni a sindaco di Roma, sembra ricadere in questo schema (con tutta la stima per la persona di Galloni, peraltro intervistato da chi scrive per “Barricate”).

Se invece le intenzioni di Magaldi e i suoi dovessero essere veramente sincere e democratiche, lo invitiamo a rivedere alcune posizioni  sulla questione israelo -palestinese e sulla prosecuzione verso quel suicidio che sono gli Stati Uniti d’Europa, e a favorire il ritorno della vera e sostanziale sovranità nelle mani dei popoli europei, usurpata dai suoi confratelli da Maastricht in poi.

 

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2 pensieri su “Sul libro “Massoni”. Bomba mediatica o manipolazione?

  1. Velocemente sull’obiezione numero 3 (il numero di pagine); non so cosa risponderti, seguo da diversi anni Magaldi ma sono attratto soprattutto dai temi civico-politici, non sono mai stato appassionato di materie esoteriche. Magari la tua è un obiezione un poco pretestuosa, magari per gli editori/autori è semplicemente uno scherzo rivolto a chi si sarà posto la domanda, non so. Trovo le altre obiezioni più interessanti.

    Su entrambe Magaldi ha avuto modo di esprimersi, più sulla seconda (gli Stati Uniti d’Europa) che sulla prima (Israele). Partiamo da questa.
    In proposito Magaldi con “sionismo” intende semplicemente il diritto all’esistenza dello Stato ebraico. Egli sostiene l’idea di due popoli in due stati in rapporto di buon vicinato, ed a tal fine sottolinea come sia necessario lo smantellamento di Hamas.
    Personalmente trovo questa posizione convincente “all’80%”, in quanto pecca di un omissione, e cioè che oltre allo smantellamento di Hamas sarebbe necessaria anche una democratica messa ai margini e condanna alla sempiterna vergogna ed ignominia di azioni e posizioni di una destra israeliana colonizzatrice e sanguinaria (e sarebbe l’ora, visto che le democrazie più mature hanno abbandonato il colonialismo diverse decadi or sono ormai).

    Trovo invece al 100% condivisibili le risposte che dà sul fronte degli USE.
    Tanto per cominciare lui (e noi soci del Movimento Roosevelt con lui) siamo “laici” sul come arrivarci, non escludendo affatto l’invalidazione -anche unilaterale- di tutti i trattati da Maastricht in poi ed un temporaneo ritorno alle valute nazionali.
    Vengo nello specifico della tua obiezione, quando parli di “sovranità statali, ivi compresa quella monetaria”
    Noi del MR diamo grande importanza alla sovranità monetaria, parte della più ampia sovranità popolare. Noi identifichiamo l’inizio dell’attacco ad una società che aveva raggiunto qualche livello di equità, nel famigerato divorzio Bankitalia-Ministero del Tesoro del 1981 (seguito a quello analogo in USA del 1980); lì si è cominciato a distruggere, a partire dalle fondamenta; quello che è venuto dal 92 in poi si tratta di ciò che vi è stato costruito sopra. Analogamente, io ritengo che la persona intelligente, per risolvere il problema, lo debba attaccare dalle fondamenta (il toro va preso per le corna, il serpente dalla testa), quindi mi pare che quelle euristi-antieuristi, proUE-antiUE siano polemiche senza costrutto in cui i contendenti (purtroppo per loro e per tutti noi) si ritrovano a prendere il toro ed il serpente per la coda. Al contrario, per Gioele Magaldi, gli USE “democratici” non sono una mera immagine per attrarre i gonzi, ma hanno solide fondamenta (appunto), nel concreto controllo esercitato sulla BCE (riformata in prestatrice di ultima istanza per lo Stato Europeo) da parte di un governo limpidamente sostenuto da un parlamento con pieni poteri democraticamente eletto. Siccome il discorso sulle fondamenta (che qui si traduce nel mandato delle Banche Centrali in genere e sui loro rapporti coi poteri statuali) è generale, per noi diventa un discorso “secondario” (cioè successivo), quello di interrogarci a proposito delle condizioni esistenti o determinabili per poterlo applicare a livello nazionale piuttosto che europeo.
    E qui vengo all’altro aspetto della critica, la democraticità, in cui ricordi i referendum dove la costituzione europea fu bocciata. Ebbene io (ma credo di poter parlare a nome di Magaldi e di moltissimi soci del MR) sostengo che benissimo fecero quei cittadini chiamati ad esprimersi, a rifiutare quell’obbrobrioso e mal confezionato compromesso al ribasso che alcune elites ci cucinarono all’epoca. Noi riteniamo che il processo costituente debba chiamare i cittadini europei ad una massiccia partecipazione, e che debba essere indirizzato secondo le migliori idee progressiste concepite da eminenti figure del presente e del passato più o meno recente richiamate tanto nel libro Massoni che nello statuto del MR (art. 3, principi e finalità).
    Infine, quando citi questi dati referendari, perché ti dimentichi dei risultati di tutte le elezioni Nazionali in cui la somma delle forze anti-europeiste è sempre stata minoritaria, mentre vengono sempre e comunque premiate quelle forze che sostengono (quasi sempre in maniera falsa, subdola e interessata, questo Magaldi lo dice) la permanenza nell’Unione? Sarà che i cittadini europei, in maggioranza, pur avendo sotto gli occhi contraddizioni e mostri partoriti questa Unione, credano (al contrario di altri) che questa NON sia l’unica Unione possibile?

    Un caloroso Saluto

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    • Sul punto 3: nessuna obiezione pretestuosa, ho letto il libro con interesse e non è mio interesse né smontarlo, né incensarlo.
      Semplicemente mi sono limitato a constatare il numero di pagine, in rapporto a quanto dichiarato dall’autore sull’amore per la simbologia dei confratelli. Tutto qui.

      Sul punto 1: mi sono sembrate molto carenti le pronunce di Magaldi sul tema (sia nel libro che nelle interviste), in cui alla stigmatizzazione di Hamas non faceva seguito una condanna delle (ben più gravi) atrocità israeliane. Il che lascia molti dubbi;

      Sul punto 2: io punterei prima ad una vera e concreta applicazione della Costituzione del 1948 (mai interamente applicata e ora sotto violento attacco) prima di intraprendere la difficile via di una vera e democratica integrazione europea. Se si parla di maggiore cooperazione tra gli Stati europei siamo senz’altro d’accordo, se si parla di concreta integrazione di popoli diversi per lingua e cultura in un Superstato europeo, immagino che il procedimento debba essere molto più lungo, e non è detto che sia ben accetto a tutti (come hanno dimostrato i referendum popolari).
      Per questo qualcuno preferisce “saltare le tappe” e raggiungere lo scopo per vie traverse.
      Non va poi dimenticato che il supposto “consenso” ai partiti pro-euro ed europeisti deriva molto spesso da un osceno martellamento dei principali media in questo senso, con la descrizione della “catastrofe” in caso di uscita dall’Euro eccetera. La solita strategia del terrore.

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