Bruxelles dopo Parigi. Continua la marcia del terrore autoindotto?

Isis UsaUna settimana dopo le esplosioni di  Bruxelles, si ripete il copione che ha caratterizzato le stragi di Parigi. E cioè si ripropongono le perplessità e le incredulità su come eventi di questo tipo possano accadere in luoghi ultrasorvegliati, da parte di soggetti già noti ai servizi occidentali, in seguito ad esercitazioni avvenute esattamente negli stessi luoghi e nonostante gli avvertimenti delle intelligence di svariati Paesi (tra cui Usa, Olanda, Grecia e Turchia). E da parte di attentatori che – come al solito – amano lasciare tracce evidenti di sé in giro prima di farsi esplodere, questa volta non con documenti incredibilmente dimenticati in macchina o miracolosamente scampati alle deflagrazioni, ma grazie a computer con le proprie memorie gettati nei pressi dei luoghi incriminati.

Già stupiva che il feroce Salah, descritto come mente della strage al Bataclan, fosse sfuggito per mesi ai controlli della polizia francese, per essere poi arrestato nel quartiere dove viveva (che scaltrezza questi investigatori…). Adesso i servizi occidentali sono così maldestri da farsi sfuggire attentatori (come sempre) già noti, nel cuore delle istituzioni europee e in un periodo di altissima allerta.
Roba che ha dell’incredibile. E che serve a convincerci della “inafferrabilità” della rete terroristica e della supposta incapacità dei servizi dei Paesi europei.

Chi segue i media mainstream si è ovviamente fiondato contro il pericolo islamico e lo spauracchio Isis, invocando nuove guerre e più Europa. Bravi gonzi.
Come se da mesi non si  sapesse cos’è l’Isis e a chi risponde. E cioè a una coalizione di Stati occidentali (Usa, Gran Bretagna e Francia in primis) a cui si sommano Israele, Arabia Saudita, Qatar e Turchia, tutti Paesi amici dell’Occidente.
Le evidenze nel corso degli anni si sono accumulate al punto tale che solo la ricca (perché foraggiata) stampa mainstream, forte dei suoi tanti prosciutti sugli occhi, riesce a non vederle.
Ci è arrivata pure Famiglia Cristiana, che non è certo un giornale “complottista”.

Su Barricate abbiamo trattato l’argomento già l’anno scorso con l’articolo “La bufala Isis” e a seguire con gli articoli sulle stragi di Parigi, riportando tutti i punti oscuri delle vicende.

An artist perception of state-sponsored ISIL Takfiri terrorism

Nel caso di Bruxelles, molte incongruenze vengono segnalate in questo articolo di Roberto Quaglia su Megachip.  Tra queste, anche la presenza a Bruxelles di soggetti “già miracolosamente scampati” ad altri eventi terroristici. Attori o sfigati di professione? Oppure la messa in onda a reti unificate di immagini provenienti da un altro attentato, avvenuto nel 2011 all’aeroporto di Mosca.

Chi, come noi, non è uso a bersi tutte le balle (tante e grosse) che vengono regolarmente raccontate dall’11 settembre in poi, preferisce dare di questi eventi una lettura diversa, in compagnia di chi ha fatto ricerche – e scritto libri – nello stesso senso.

Come il giornalista Giulietto Chiesa, che ha definito l’Isis “una Spectre composta da pezzi di Occidente e petromonarchie del Golfo“.
E che ha ricordato molte volte lo scarso impegno degli americani nel combattere lo Stato islamico, a fronte del ben più incisivo intervento russo. Chiesa ha anche più volte ribadito come i meccanismi in atto in Europa in questi attentati terroristici ricordino molto da vicino la strategia della tensione, che in Italia è stata messa in atto negli anni ’70 e che ha visto servizi deviati dell’Occidente (Usa innanzitutto) cooperare con gruppi di estrema destra e mafie in una strategia in cui si “destabilizzava per stabilizzare”. Stabilizzare in senso anticomunista, sventolando spauracchi come quello delle Brigate Rosse: una conclusione cui è arrivato anche il magistrato Ferdinando Imposimato nel suo libro “La repubblica delle stragi impunite”.

Molto interessante, a proposito di Chiesa, è questa intervista rilasciata a Claudio Messora – Byoblu, in cui anche il blogger fa trapelare le sue perplessità.

O come il massone Gioele Magaldi, il cui libro “Massoni. Società a responsabilità illimitata” è stato recensito nell’ultimo post di Oltre le Barricate, che ha detto chiaramente ad Affaritaliani: “Era impossibile, per gli attentatori di Parigi, colpire dove hanno colpito, senza la connivenza di alcuni infedeli servitori dello Stato francese con mansioni di anti-terrorismo (complici e prezzolati della Hathor- Pentalpha e di altre superlogge collegate), cosi come era impossibile colpire Bruxelles senza che tra i membri dell’intelligence e dell’anti-terrorismo belga non vi siano stati soggetti asserviti ai piani di chi è il mandante di quelle bombe e di quegli eccidi. Non per caso, proprio personaggi dei servizi segreti statunitensi (riconducibili ad ambienti massonici progressisti) hanno denunciato più o meno pubblicamente, con rabbia, sdegno e disgusto, l’incredibile vuoto di vigilanza da parte dei loro colleghi belgi (e non solo) di stanza a Bruxelles”.

E sia  Magaldi che Chiesa hanno definito i terroristi islamici dell’Isis come “semplice manovalanza”, guidata da ben altri mandanti.

Alla lista dei dubbiosi si aggiunge Giorgio Cremaschi, che afferma che il terrorismo sta stabilizzando la “peggiore Europa”, quella della macelleria sociale e della distruzione di diritti e Costituzioni. Colpendo in modo così plateale uno dei centri dell’Unione Europea, i terroristi stanno ottenendo l’effetto di rinsaldare il senso di appartenenza ad un’istituzione che ha causato finora solo miseria e crescenti proteste per le sue politiche di rigore. Un vero miracolo, e decisamente provvidenziale in tempi di crescente antieuropeismo.

E va aggiunto anche Manlio Dinucci, che sul Manifesto  scrive: “È possibile che i servizi segreti,  a partire dalla tentacolare «comunità di intelligence» Usa formata da 17 organizzazioni federali con agenti in tutto il mondo, siano talmente inefficienti? O sono invece efficientissime macchine della strategia del terrore?
La manovalanza non manca: è quella dei movimenti terroristi di marca islamica, armati e addestrati dalla Cia e finanziati dall’Arabia Saudita, per demolire lo Stato libico e frammentare quello siriano col sostegno della Turchia e di 5mila foreign fighters europei affluiti in Siria con la complicità dei loro governi. In questo grande bacino si può reclutare sia l’attentatore suicida, convinto di immolarsi per una santa causa, sia il professionista della guerra o il piccolo delinquente che nell’azione viene «suicidato», facendo trovare la sua carta di identità (come nell’attacco a Charlie Hebdo) o facendo esplodere la carica prima che si sia allontanato. Si può anche facilitare la formazione di cellule terroristiche, che autonomamente alimentano la strategia del terrore creando un clima da stato di assedio, tipo quello odierno nei paesi europei della Nato, che giustifichi nuove guerre sotto comando Usa.”

ISIS-CIA-cooperationNegli articoli pubblicati su Barricate a proposito delle stragi di Parigi, mettemmo in risalto come alcune piste investigative portassero direttamente ai servizi francesi.

E sempre secondo Magaldi, dietro questi attentati ci sarebbe la mano di superlogge massoniche  che utilizzano il terrorismo per perseguire scopi di natura politico-economica, quali un’Europa nelle mani di pochi tecnocrati, la distruzione dei diritti sociali, una guerra al terrore infinita contro un nemico creato (e finanziato) ad arte, e la progressiva centralizzazione del potere globale nelle mani di pochi massoni ultraricchi e guerrafondai, a fronte di una popolazione globale sempre più povera e spaventata.
Anche la crisi in cui noi tutti ci troviamo sarebbe stata creata ad arte dalle stesse menti, che non hanno certo interesse a farla terminare in breve con politiche economiche virtuose (ben note agli addetti ai lavori).

Le ricette rilanciate dai media e dalla politica mainstream, invece, sono sempre le stesse: serve più Europa, più cessioni di sovranità e di diritti degli Stati in nome della sicurezza, un nuovo fronte comune contro il terrore guidato dagli Usa, e la solita ondata anti-islamica che tanto avvantaggia Stati canaglia come Israele, i cui crimini sono sempre ben protetti da Usa e Ue.

Che delinquenti  di mezza tacca come i Salah o gli Abaaoud  possano mettere su operazioni complesse come quelle di Parigi e Bruxelles – e riuscire nel loro intento in un periodo di massima allerta e in luoghi ultrasorvegliati – è qualcosa che possono credere solo giornalisti stolidi o collusi come quelli che danno addosso a  Giulietto Chiesa.

A tutti gli altri che hanno mantenuto qualche neurone funzionante e un briciolo di onestà intellettuale, non resta che rilevare le tante cose che non quadrano in questo terrorismo stile Hollywood, che va avanti ormai da ben 15 anni.

 

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Sul libro “Massoni”. Bomba mediatica o manipolazione?

squadra_compassoDa poco più di un anno è nelle edicole un’opera di indubbio interesse per tutti coloro che amano capire cosa accade “dietro le quinte” del potere.
L’opera in questione è il libro “Massoni. La scoperta delle Ur-Lodges”, scritto da Gioele Magaldi, libero muratore e Gran Maestro della loggia “God – Grande Oriente Democratico”, con la collaborazione di confratelli appartenenti ad altre logge.

Ora, se il testo dovesse essere attendibile, contiene rivelazioni in grado di riscrivere la storia del mondo che conosciamo, dal settecento ad oggi.
Il problema è, appunto, l’affidabilità. Il Magaldi cita come fonti documenti che sono tenuti bene al sicuro nel segreto di diverse officine massoniche internazionali, e quindi non passibili di verifica. Fino al giorno, quindi, di una eventuale pubblicazione, ci si può solo fidare della sua parola e di quella dei suoi confratelli.

Premesso questo, il libro è indubbiamente affascinante, per la ricostruzione che fa dei principali eventi della contemporaneità sotto la lente massonica, e per una ricchissima mole di riferimenti ad articoli e libri, di autori che hanno provato a comprendere e spiegare i problemi di natura politica-economica nei quali siamo tutti attualmente invischiati.

La tesi centrale del Magaldi è quella di uno scontro in atto tra diverse logge sovranazionali (o Ur-Lodges), veri epicentri del potere contemporaneo, per il dominio del fenomeno chiamato “globalizzazione”. A suo parere le logge “progressiste”, o democratiche, avrebbero dagli anni ’60 in poi perso potere e centralità in favore delle logge neoaristocratiche, ultraliberiste e oligarchiche, che avrebbero così imposto il loro ordine in tutto il mondo a spese di welfare state, diritti umani e dell’ideale di una società più giusta ed equa.

Magaldi cita in particolare alcune logge neoaristocratiche che sono diventate le vere dominae della storia recente: e cioè, la “Three Eyes”, controllata (tra gli altri) da David Rockefeller, membri della famiglia Rothschild e Henry Kissinger; la “White Eagle”, che avrebbe strappato il potere alla prima negli anni ’80 con l’elezione di Ronald Reagan e Margaret Thatcher; e la “Hathor Pentalpha”, fondata da Bush padre e considerata la più “cattiva” in assoluto.

I membri della prima loggia sono fortemente sospettati, secondo gli autori, di omicidi come quelli dei fratelli Kennedy e di Martin Luther King, assieme ad altri esponenti di logge altrettanto neoaristocratiche, organiche di quel financial-industrial-military complex al quale periodicamente ci si riferisce quando si parla dei mandanti;
ai membri della terza sarebbero da ascrivere addirittura eventi come l’11 settembre e la creazione dell’Isis, e cioè il terrorismo finanziato e utilizzato per raggiungere obiettivi geopolitici. Secondo questa ricostruzione, persino Osama Bin Laden e il “Califfo” Al Baghdadi sarebbero stati affiliati alla “Hathor”, il cui nome rimanda, come Isis, alla dea egizia Iside.

MassoniAccanto a queste tre, una pletora di altre officine internazionali neoaristocratiche, tutte intenzionate a dominare la popolazione mondiale alla stregua di bestie, a favore del dominio di pochi “eletti”, ben incardinati nel sistema politico, economico, finanziario, militare, diplomatico, d’intelligence e mediatico.

Ma le rivelazioni di Magaldi e dei suoi confratelli non si fermano qui: la stessa crisi economica sarebbe stata scientemente indotta da massoni oligarchici per realizzare immensi profitti speculativi sulle nazioni in crisi, e per imporre un nuovo ordine neofeudale in Europa, con conseguente cinesizzazione del mercato del lavoro.
La distruzione del welfare state, dei diritti dei lavoratori, la disoccupazione crescente, la precarizzazione del lavoro, il crollo dei salari e nel frattempo l’aumento dei privilegi e della concentrazione della ricchezza in poche mani, sarebbero effetti del tutto voluti dagli esponenti delle logge massoniche dominanti, di orientamento ultra liberista. La stessa Unione Europea sarebbe stata fin dall’inizio parte di questo disegno oligarchico, con le sue istituzioni tecnocratiche e il suo deficit di democrazia.

Secondo Magaldi il vero potere è decisamente massone, e sono queste logge oligarchiche e sovranazionali ad avere creato e manovrato istituzioni come il Bilderberg, la CommissioneTrilaterale, il Consiglio sulle Relazioni Estere americano e tante altre.
Sono numerosi i nomi dei “grembiulini” citati nell’opera, del passato e del presente, accanto alle superlogge (o Ur-lodges) di appartenenza: Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Angela Merkel, Barack Obama, Osama Bin Laden, Al Baghdadi, Mario Monti, persino Vladimir Putin, Lenin e un papa, Angelo Roncalli. Tra gli esponenti più celebri della massoneria internazionale progressista, figurerebbero anche Franklin Delano Roosevelt, Gandhi e Martin Luther King.

Tra le tante alchimie fuoriuscite dalle officine massoniche oligarchiche in passato, ci sarebbero anche la creazione del nazismo in Germania, del fascismo in Italia, la P2 e una serie infinita di colpi di Stato; tra quelle delle officine progressiste, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, il New Deal e tutti gli interventi per estendere i diritti civili.

Adesso, dopo un periodo di “pax massonica”, il fronte progressista starebbe tornando a reagire contro i confratelli oligarchici, in nome di un governo della globalizzazione più equo, e la pubblicazione dell’opera farebbe parte di questa strategia.

massoni_cappucciNel comporre il libro, Magaldi si è avvalso della collaborazione di confratelli provenienti anche da logge neoaristocratiche e cita brani estratti da un gran numero di testi, tra cui quelli di Paolo Barnard, Nino Galloni, Daniel Estulin, John Perkins, tutti intervistati anche dalla rivista “Barricate”.

A questo punto si sarebbe tentati di vedere l’autore come un nuovo Prometeo, portatore all’umanità dei più reconditi segreti del “back-office del potere” – come lo chiama lui – se non fosse per alcune incongruenze.

La prima: nel denunciare il complotto delle logge massoniche oligarchiche nella ridefinizione degli equilibri mondiali, Magaldi non spende neanche una parola sulla questione israeliana, in termini critici. Nel senso: l’operato di Israele non è mai messo in discussione, e in alcune interviste l’autore afferma di essere a favore del sionismo.
Ora, sembra difficile che un vero democratico e progressista come il Magaldi dice di essere, con la sua cultura, possa avallare il genocidio e la colonizzazione in atto da più di 70 anni in Medio Oriente ad opera degli israeliani, così definiti (genocidio e colonizzazione) da parte di intellettuali ebrei o di origine ebraica come Ilàn Pappè e Noam Chomsky. Questo sembra avvalorare la tesi per cui sia la massoneria “oligarchica”, sia quella “democratica” siano decisamente a favore dell’opera di progressiva conquista della Palestina da parte degli israeliani, a scapito degli abitanti di origine araba. E questo spiegherebbe come mai i grandi media occidentali e i principali partiti politici diano una visione del conflitto scandalosamente sbilanciata dalla parte sionista. Del resto in alcuni libri che studiano il fenomeno massoneria come “Il tempio e la loggia” di Leigh e Baigent, si afferma come l’istituzione sia derivata (anche) dall’Ordine dei Templari.
Questo spiegherebbe l’accanimento con la questione palestinese, e nel frattempo la preponderanza del settore finanziario al suo interno (i Templari furono i primi banchieri internazionali e diedero un impulso essenziale allo sviluppo del capitalismo moderno).

Magaldi

L’autore del libro, Gioele Magaldi

La seconda incongruenza riguarda gli Stati Uniti d’Europa. Ebbene sì, proprio il Magaldi che si erge a difensore dei popoli oppressi dalle logge cattive, e a restauratore di un sistema economico neokeynesiano e democratico, si dice a favore della creazione di un superstato europeo, ma con “eurobond, un Parlamento che legiferi veramente e istituzioni elette e rappresentative”.
L’autore dimentica che il progetto Stati Uniti d’Europa, decisamente voluto da confratelli massoni di ogni nazione, non è in realtà mai stato accettato dai popoli europei, che hanno bocciato ai relativi referendum sia la Costituzione Europea che il Trattato di Lisbona alla sua prima ratifica. Solo dopo molte pressioni e una nuova consultazione, l’Irlanda si decise a far passare il nuovo trattato, che non fu più neanche sottoposto al referendum negli altri Paesi europei.
Una simile mancanza di democraticità non può essere sanata andando nella direzione di degli “Stati Uniti d’Europa buoni” ( cui non crede più nessuno se non i massoni stessi che ci guadagnano), ma solo smantellando tutto l’impianto europeo per poi eventualmente rifondarlo su basi più democratiche (una volta riprese tutte le sovranità statali, ivi comprese quella monetaria). Anche qui la “democraticità” del massone Magaldi sembra decisamente vacillare, a favore dei vecchi e oligarchici progetti dei suoi confratelli, che hanno già causato fin troppe sofferenze al Vecchio Continente.
Del resto già individui come Mario Monti affermavano che la crisi era il modo migliore per fare accettare alla gente una più stretta unificazione europea, quindi in tal modo si andrebbe esattamente in quella direzione.

Terza incongruenza presente nel libro: il numero delle pagine del testo. Dopo che per tutto il volume l’autore ci ha spiegato l’ossessione dei massoni per numeri, date e simbologie, ci si accorge che il libro in questione consta di ben…666 pagine.
656 di testo, più altre 10 in coda aggiunte dall’editore Chiarelettere.
Un numero un tantino sospetto per un gruppo di massoni “progressisti, democratici e ben intenzionati a far valere i diritti umani”.

Alla fine della fiera, il sospetto è che una parte della massoneria si sia costituita in una loggia speciale (il God, Grande oriente democratico) e abbia pubblicato il libro per catturare quella parte di intellettuali e di società civile che da tempo stanno denunciando il lato oscuro della Ue, dell’impero statunitense, dei tanti circoli in cui l'”elite” si riunisce e di questioni come quella palestinese, per ricondurli su più miti consigli e su posizioni più gradite. Anche il recente tentativo del Movimento Roosevelt (nato dal God) di attirare il M5S nel sostegno alla candidatura di Nino Galloni a sindaco di Roma, sembra ricadere in questo schema (con tutta la stima per la persona di Galloni, peraltro intervistato da chi scrive per “Barricate”).

Se invece le intenzioni di Magaldi e i suoi dovessero essere veramente sincere e democratiche, lo invitiamo a rivedere alcune posizioni  sulla questione israelo -palestinese e sulla prosecuzione verso quel suicidio che sono gli Stati Uniti d’Europa, e a favorire il ritorno della vera e sostanziale sovranità nelle mani dei popoli europei, usurpata dai suoi confratelli da Maastricht in poi.

 

Oltre le Barricate

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Ci auguriamo così che sempre più gente scelga di stare dalla “parte giusta delle Barricate”.

Una buona lettura,

Domenico Alessandro Mascialino