Il 4 marzo votate in massa Lega. Contro l’Eurodittatura e contro l’immigrazione di massa

Tra un mese si vota, finalmente.
Dopo un supplizio durato 5 anni a base di piddismo-boldrinismo e larghe intese, c’è ora la possibilità di cambiare qualcosa. Non tutto, forse, ma qualcosa.
Facciamola breve: alle prossime elezioni bisogna votare Lega. E spiego subito perché.

Innanzitutto perché il vero nemico dell’Italia si chiama Unione Europea, con le sue regole assurde e il grimaldello infernale chiamato Euro che ci stanno riducendo inesorabilmente a un Paese del Terzo Mondo. Per cui bisogna rafforzare i partiti più ostili verso l’Ue e la moneta unica (oltre che verso il Fiscal compact e il pareggio di bilancio), che allo stato attuale sono Lega, Fratelli d’Italia (che però sembra molto tiepida su temi come il pareggio di bilancio) e Casapound.
La differenza è che la Lega, se adeguatamente sostenuta, potrebbe essere la forza trainante del centrodestra, al posto della europeista Forza Italia (già pronta alle larghe intese col Pd), mentre gli altri due partiti, pur potendo entrare in Parlamento, non avranno un numero di uomini talmente alto da risultare determinanti.
Per cui è sulla Lega che bisogna puntare a questo giro, anche grazie alla presenza di pezzi da novanta del sovranismo quali Borghi, Bagnai, Zanni e Siri.

Il secondo motivo è legato chiaramente alle sconsiderate politiche migratorie appoggiate dai nipotini di Soros del Pd, Leu e Più Europa: per evitare di diventare una provincia africana sia economicamente che etnicamente, occorre chiudere ermeticamente i confini e rispedire al mittente un cospicuo numero di illegali e delinquenti, curandosi che non ritornino. Per i musulmani servirebbe addirittura un numero chiuso, per evitare che comincino ad avanzare pretese con la “politica del ventre” (sfornando cinque figli a testa e chiedendo che le norme italiane si adeguino progressivamente ai loro capricci medievali).
Anche per questo motivi i partiti di destra-destra vanno assolutamente sostenuti mentre bisogna lasciare a becco asciutto Boldrine, Bonine e pidioti vari.

Poi occorreranno politiche per il lavoro e la natalità, ma questo passa evidentemente dal recupero della sovranità monetaria e dall’abbandono di qualsiasi imposizione legata ai disastrosi trattati europei. Inoltre occorrerà abolire la sciagurata legge Lorenzin, che ha reso i bambini italiani delle cavie per le folli sperimentazioni di Obama e della case farmaceutiche. Sapremo in futuro come è stata ricompensata la pazza per i suoi servigi: magari un incarico importante in qualche azienda privata? Non ci stupirebbe.

In definitiva, l’obiettivo per queste elezioni è formare il Parlamento, e possibilmente il governo, più sovranista, euroscettico e anti-immigrazione possibile, sperando che l’entità della vittoria del centrodestra sia tale (40% circa) da scongiurare nuove larghe intese.
Tutti gli indecisi sono chiamati a dare il loro contributo.

P.s. Non si pensi neanche per un secondo che la soluzione sia il M5S.
Dopo il tentato ingresso nell’Alde, il pranzo con la Trilaterale, i mille viaggi a Washington e Londra di Di Maio, e le sue rassicurazioni sul non voler uscire dall’Euro, il M5S è un partito pro-establishment come tanti altri.

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In che modo l’immigrazione di massa si lega ai piani dell’oligarchia globalista

In che modo l’immigrazione di massa si lega ai piani dell’oligarchia globalista?
Sembrano fenomeni distanti, invece sono più collegati di quanto si creda.

1) L’immigrazione di massa è funzionale al sistema Euro, un sistema nel quale gli shock economici, non potendo svalutare la moneta, si scaricano sul costo del lavoro.
E come si svaluta meglio il lavoro, se non importando masse di disgraziati dal Terzo Mondo che lavorino come schiavi al posto dei “choosy bamboccioni” italiani (che nel frattempo fuggono a Londra o Berlino)? Con questo procedimento si aumentano anche i profitti dei “padroni”, mentre i diritti dei lavoratori vengono fatti a pezzi.

2) I super-ricchi globalisti hanno da tempo decretato la fine del welfare state e del ceto medio, soggetto che da sempre porta avanti le rivoluzioni in forme più o meno massoniche.
Per cui stanno congegnando una società mondiale composta di pochi neofaraoni e di sterminate plebi a malapena in grado di sopravvivere. In mezzo solo qualche burocrate e colletto bianco necessario, tanto più ricco quanto più funzionale all’oligarchia.
L’immigrazione, con la crisi e le regole Ue, serve a favorire questo processo di immiserimento delle masse e distruzione del ceto medio, spingendo la concorrenza al ribasso.

3) L’elite globalista odia le identità culturali specifiche nazionali e locali, che cerca di distruggere e omologare nel grande calderone del mercato globale. Per questo odia e cerca di rovesciare ogni governo nazionalista e identitario, che cerchi di fare solo gli interessi del popolo che lo ha democraticamente eletto. L’immigrazione sregolata serve anche a questo: far perdere ad un popolo i suoi caratteri culturali e tradizionali specifici, per sostituirlo con un minestrone multiculturale, più docile e malleabile.
Nel caso dell’Europa, questo serve anche per far ingoiare agli europei un Superstato europeo (gli Stati Uniti d’Europa, analogo degli Usa) e successivamente un superstato mondiale.
Il credo economico di questi superstati è ovviamente il libero mercato, il neoliberismo, mentre ogni Stato sovrano può legittimamente decidere di riprendersi le sue sovranità e imporre politiche protezioniste, a discapito degli interessi delle grandi multinazionali.

4) La totale e libera circolazione di merci, servizi, capitali e persone (lavoratori/schiavi) è uno dei cardini del neoliberismo e dell’Unione Europea, ed è uno dei principali fattori di concentrazione della ricchezza in poche mani e distruzione della classe media.
I bravi fessi No borders e Più Europa, stile Bonino e centri sociali, stanno lavorando per l’agenda dei super-ricchi del pianeta e non, come forse credono, per aiutare i poveracci.
Se volessero veramente aiutare i poveracci, dovrebbero andare in Africa, continente ricchissimo, e aiutare quei popoli a nazionalizzare le proprie risorse, eleggendo governi – guarda un po’ – nazionalisti e sovranisti.

5) Per avere la conferma che l’immigrazione di massa in Italia e Europa è voluta e scatenata dal potere finanziario, oligarchico e globalista, si prenda – oltre all’arcinoto George Soros – questo fantastico personaggio.
Peter Sutherland, collegato a Goldman Sachs, Trilaterale, Bilderberg, Onu, Unione Europea, sionisti e Vaticano, uno che dopo il referendum sulla Brexit ha twittato: “Questo risultato va ribaltato, in un modo o nell’altro“, bene, questo individuo ha detto:
“Il problema sono le popolazioni che ancora coltivano un senso della loro omogeneità e differenza dagli altri. Ed è precisamente questo che l’Unione Europea, a mio parere, deve fare di tutto per erodere”. E ancora: “L’Unione Europea deve fare del suo meglio per minare l’omogeneità dei suoi stati membri”.
Capito? Per far funzionare Euro e Unione Europea, bisogna distruggere le identità nazionali.
A questo serve la retorica “No borders”, dell’accoglienza illimitata, e il lavoro incessante delle Ong che, come si può leggere in questo articolo, lavorano per le stesse elite sovranazionali.

I mondialisti stanno preparando un governo M5S-Pd derenzizzato-Liberi e Uguali. Per altri 5 anni di disastroso europeismo e immigrazione incontrollata

Nel post precedente si accennava al fatto che la politica “No alleanze” del M5S avrebbe portato a un nuovo governo di larghe intese. Ora la situazione si è evoluta, ma in peggio.
Mentre il M5S continua a scartare quell’alleanza che gli permetterebbe di governare e opporsi REALMENTE all’Eurodittatura (quella con Lega e Fratelli d’Italia, costringendo di fatto i due partiti a correre con Forza Italia per vincere), adesso da Di Maio arriva un’apertura netta a un accordo post-voto con un Pd derenzizzato e con Liberi e Uguali, il partito di Boldrini e Grasso.
In pratica, un accordo che sostituirebbe al governo renziano un nuovo governo di centrosinistra, del tutto identico negli intenti a quello in carica: l’Europa ovviamente non sarebbe messa in discussione, così come le politiche di accoglienza indiscriminata.
Basti vedere come Di Maio si sia affrettato negli ultimi tempi a dichiarare che uscire dall’Euro “non è l’obiettivo del M5S“. Si faceva per scherzare, insomma.
Il potere mondialista farebbe, tramite questa nuova coalizione, ciò che ha fatto negli ultimi anni con Renzi e compagni.

La prospettiva è più concreta di quanto si possa pensare: se il centrodestra unito non dovesse arrivare ad avere la maggioranza dei seggi in Parlamento (al momento è al 36%, ma deve arrivare al 40 per essere al sicuro), e se non dovessero arrivare stampelle da sinistra verso un governo a trazione FI-Lega, il mandato potrebbe essere assegnato da Mattarella alla coalizione su citata. Un nuovo e più sofisticato colpo di Stato ai danni della destra – più o meno – nazionalista e del popolo italiano, dopo quello del 2011.

Per scongiurare questa prospettiva occorre votare in massa per la coalizione di centrodestra, chiedendo ai suoi leader di insistere su questi punti:

  • Uscire dall’Euro e, se le regole non cambiano in fretta, anche dall’Unione Europea, disapplicando tutti i suoi trattati. Su questo, la ricetta Borghi sembra meritevole di essere appoggiata;
  • Abrogare il pareggio di bilancio dalla Costituzione;
  • Fermare nel modo più deciso l’immigrazione incontrollata, in particolare quella islamica;
  • Abrogare la legge Lorenzin sui vaccini, ripristinando la normativa pre-De Lorenzo;
  • Istituire politiche di piena occupazione o sussidi per disoccupati e precari involontari, come del resto previsto dalla Costituzione, attraverso spesa pubblica con moneta di PROPRIETA’ STATALE. Questo incentiverà anche la natalità degli italiani, altro che importare disgraziati dall’Africa.

Pretendete dalla coalizione di centrodestra che porti avanti questo programma.
Votate M5S solo se garantisce un’alleanza / accordo post voto con la Lega in funzione anti-Euro e anti-immigrazione.
Ma poiché questo nel 95% dei casi non accadrà, votate a destra e sperate che Salvini e co. abbiano la maggioranza dei seggi in Parlamento. Lui e Berlusconi restano, con tutti i limiti del caso, i personaggi più indigesti all’oligarchia globalista tra quelli che ce la possono fare.

La politica no alleanze dei 5 Stelle ci consegnerà una nuova legislatura di larghe intese. A meno che stravinca il centrodestra

Su questo sito abbiamo caldeggiato più volte un’alleanza “populista” tra 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia, con lo scopo principale di attuare la linea più dura possibile verso Euro e Ue, fermare l’immigrazione di massa, cancellare il pareggio di bilancio dalla Costituzione, stracciare trattati come il Ceta e il Fiscal Compact, abrogare la orrenda legge Lorenzin sui vaccini e attuare politiche il più sovraniste possibile.
L’occasione delle prossime politiche è ghiottissima per fare un Parlamento e un governo profondamente euroscettici, inoltre – sondaggi alla mano – una simile alleanza garantirebbe una maggioranza e un governo stabili.
Ma la ostinazione del M5S a rifiutare ogni alleanza e la vittoria in Sicilia hanno  resuscitato Berlusconi e ricompattato il centrodestra, nonostante le evidenti differenze di vedute su temi centrali tra Salvini e il leader di Forza Italia.
Si prospetta quindi un nuovo scontro a tre (o a quattro, se il centrosinistra si presenterà frammentato) con il centrodestra favorito. Senza alleanze né accordi post-voto, il M5S replicherà il risultato del 2013, giungendo terzo dietro le due grandi coalizioni (i sondaggi lo danno sotto il 30%, e per avere la maggioranza in Parlamento dovrebbe superare il 40%), e si consegnerà nuovamente all’opposizione e quindi all’insignificanza politica. Nel giro di pochi mesi molti elettori delusi lo abbandoneranno, ridimensionandolo in modo considerevole. Sarà assolta così la funzione di gatekeeper del Mò Vi Mento: sterilizzare la protesta portandola su un binario morto.
Considerato questo, la vittoria del centrodestra sarà il male minore.
Di fronte a un Pd vergognosamente prono ai diktat dell’Ue, delle banche d’affari, di Soros, e di fronte alle prese in giro di un M5S che, da movimento di protesta, si è trasformato in un partito pro-Ue, pro-Usa, pro-Nato, pro-Alde, pro-Trilaterale, pro-neoliberismo e che non sembra avere alcuna intenzione di governare, il ritorno del centrodestra potrebbe significare – almeno in potenza – politiche meno accondiscendenti nei confronti di Bruxelles, migliori rapporti con la Russia, politiche di protezione verso gli italiani e il Made in Italy, stop all’immigrazione clandestina. Già questo sarebbe soddisfacente dopo lo sfacelo causato da Renzi e compagni.
La prima incognita è chiaramente l’entità di un’eventuale vittoria del centrodestra. Per avere la maggioranza – come detto – Salvini, Meloni e Berlusconi dovrebbero ottenere circa il 40%, una soglia non impossibile dopo il trionfo in Sicilia e visti i sondaggi.
La seconda è nei rapporti tra Berlusconi e i suoi alleati. Se Salvini e Meloni hanno atteggiamenti dichiaratamente ostili verso l’Ue, Silvio sembra molto (troppo) conciliante, anche per via della sentenza in arrivo dalla Corte europea dei diritti umani sulla legge Severino, necessaria al Cavaliere per poter tornare in campo da protagonista. E mentre Borghi sbugiarda il falso problema del debito pubblico, Brunetta ripete in modo sconfortante i triti dogmi neoliberisti (privatizzare, tagliare la spesa pubblica, rientrare nei conti e bla bla). Contrasti che probabilmente si sarebbero riproposti anche nel caso di una ipotetica alleanza Lega-M5S, dato che il Mò Vi Mento trabocca di neoliberisti bocconiani, tra cui lo stesso Davide Casaleggio e il celebre (famigerato, meglio) David Borrelli.
Non resta che stare a vedere: di certo, in caso di affermazione secca del centrodestra, vedremo ricomparire in scena l’arnese infernale dello spread, le agenzie di rating e strane manovre delle banche d’affari, oltre ai soliti scandali mediatico-giudiziari ad orologeria, come accadde nel 2011. E questo starà a dimostrare come alle elite globaliste risulti molto più indigesto un governo di centrodestra che uno di centrosinistra. E forse anche di uno (altamente improbabile) del M5S.

E piantatela con questa storia del razzismo. L’immigrazione sregolata è un problema enorme (e piace tanto ai neoliberisti)

Ci siamo già occupati su questo sito della questione immigrazione in occasione dello scandalo Ong e delle rivelazioni del Pm Zuccaro. E’ il caso di ritornarci adesso a tutto tondo per l’emergere di tanti altri elementi di riflessione e preoccupazione.
Se infatti la neopropaganda sorosiana vorrebbe tacciare di razzismo e fascismo chiunque sollevi il minimo dubbio sulla bontà di un’immigrazione senza limiti, a maggior ragione questo deve essere un motivo perché gli intellettuali liberi (quelli rimasti) prendano il toro per le corna e affrontino il problema al riparo dai soliti pregiudizi ideologici.

Tanto per iniziare, il concetto di una libertà di circolazione assoluta delle persone, senza nessun confine o controllo agli ingressi, è il sogno non solo della Open Society di George Soros, ma anche di ogni neoliberista fanatico, che così si può prendere la forza- lavoro più a buon mercato in assoluto, eludendo qualsiasi diritto del lavoro conquistato magari, come da noi, con secoli di lotte. E’ il trionfo del supercapitalismo, e i sindacalisti che non capiscono ciò ma difendono l’illimitato ingresso dei migranti stanno tradendo i loro stessi compatrioti. Questa assoluta libertà di circolazione della forza-lavoro, del resto, si lega alla pretesa assoluta libertà di circolazione delle merci, dei servizi e dei capitali, altri cardini del neoliberismo e del supercapitalismo che stanno facendo a pezzi le classi medie. Per questo, chiunque si opponga al neoliberismo e al supercapitalismo DEVE NECESSARIAMENTE anche opporsi ad una illimitata mobilità degli individui-forza lavoro, e chiedere maggiore protezione per le genti autoctone e per le loro attività economiche. E questo è il primo punto.

Poi ci sono le questioni legate alla sicurezza. Le statistiche ci dicono (se non bastassero il semplice buon senso e la lettura delle cronache quotidiane) che gli immigrati delinquono di più degli autoctoni. Il motivo è chiaro: sono meno integrati, in condizione di maggiore disagio e indigenza, provengono da zone del mondo maggiormente violente, dove i diritti umani sono meno tutelati che in Occidente (soprattutto quelli della donna). Questo mix letale, assieme alla percezione di un sistema legale più permissivo, spinge molti di loro a delinquere, contribuendo a creare un senso di insicurezza nelle popolazioni autoctone che cresce al loro aumentare di numero.
Questo è tanto più preoccupante quando ci riferisce all’immigrazione islamica, legata ai fenomeni di radicalizzazione terroristica e ad una cultura tendenzialmente poco incline ad integrarsi, quanto piuttosto a “integrare” e a conquistare, secondo i dettami più fanatici del Corano. E’ chiaro che la presenza islamica è una minaccia anche solo da un punto di vista demografico, dal momento che per molti islamici la semplice espansione demografica sarà lo strumento attraverso cui la loro cultura conquisterà l’Europa. E’ il caso di ricordare l’invito lanciato da Erdogan ai turchi europei a “fare 5 figli a testa“, e vale la pena notare che, mentre gli europei fanno sempre meno figli, gli immigrati islamici tendono ad essere decisamente più prolifici.
Per questi motivi, assistere alla crescente presenza islamica sul territorio europeo significa condannarsi ad un futuro in cui i partiti di estrazione musulmana imporranno leggi a loro favore per via PERFETTAMENTE LEGALE, e questo senza considerare la crescente minaccia del terrorismo jihadista.
Di fronte a questa prospettiva, occorre una restrizione agli ingressi dei musulmani in Europa e alla concessione loro della cittadinanza, altro che Ius Soli.

Proseguendo nell’elenco, ci sono le questioni legate alla salute pubblica.
Gli immigrati portano malattie: non è una sparata di Salvini, ma quanto si evince dai documenti dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del Ministero della Salute, che così motivano la decisione di aumentare a 10 i vaccini obbligatori. E lo si evince anche dalle statistiche tedesche, che descrivono un ritorno di malattie considerate debellate dal 2015, anno dell’apertura della Merkel ai “profughi”.
Ci hanno pensato poi i recenti casi di malaria in Trentino e Chikungunya nel Lazio a rendere più chiaro questo collegamento: nel primo caso la malattia era stata contratta da immigrati rientrati nei Paesi di origine e diffusa poi sul territorio italiano; nel secondo si tratta di una malattia non diffusa in Europa, quanto in zone tropicali e subtropicali, quindi è altamente improbabile che si sia trattato di un focolaio “autoctono”.

Del grande affare dell’accoglienza, poi, che vede coinvolte coop rosse, Chiesa, mafie, Ong e trafficanti africani, abbiamo già parlato in un articolo precedente, nel quale abbiamo anche sottolineato come l’immigrazione illimitata favorisca la creazione degli Stati Uniti d’Europa, un replicante degli Stati Uniti d’America, attraverso la distruzione, desovranizzazione e spersonalizzazione degli Stati nazionali.

In definitiva, da una immigrazione priva di regole e controlli hanno tutti da perdere, tranne l’oligarchia mondialista dei super-ricchi, coloro che si ingrassano con il traffico di esseri umani e con i soldi pubblici destinati al mantenimento dei migranti, e politici privi di decenza come quelli del Pd che, ormai odiato dagli italiani, spera di raccattare qualche voto estendendo la cittadinanza agli africani. Sarebbe auspicabile che tutti questi soggetti – oligarchi elitari, politicanti di sinistra, chiesaroli da quattro soldi e attivisti da centro sociale fuori dal mondo – si trasferissero in Africa in prima persona per soddisfare il proprio “grande senso umanitario”, lasciando l’Italia agli italiani che la amano, che ne rispettano storia, cultura e tradizioni e che vogliono il meglio per i propri connazionali in primis.

Bill Gates: i vaccini servono a ridurre la popolazione! La fissazione degli “illuminati” per il controllo demografico

Nei post precedenti ci siamo soffermati sia sul folle decreto vaccini di quella psicopatica della Lorenzin (o dovremmo dire De Lorenzin), sia sul rapporto tra popolazione e risorse, sottolineando come per il futuro del pianeta e del genere umano sia necessario rivedere l’impatto dell’uomo sull’ambiente.
Bene, viene fuori che i supermiliardari del pianeta sono già da anni al lavoro su queste tematiche, ma non certo in un modo piacevole per il resto dell’umanità.

E’ noto il discorso di David Rockefeller all’Onu, con cui il fondatore di Bilderberg e Trilaterale chiedeva di stabilizzare o ridurre la popolazione mondiale. Meno note sono le parole più recenti di Bill Gates (anche lui al meeting Bilderberg del 2010), con cui il capo della Microsoft ha affermato di “amare i vaccini” perché “diminuiscono la crescita della popolazione“.
Gates non ha detto queste parole durante consessi segreti, ma serenamente, in pubblico e in più occasioni (almeno 4). Guardare questo video per credere.

Ora, che un supermiliardario che finanzia i programmi di vaccinazione in tutto il mondo – spesso in partnership proprio con quella GlaxoSmithKline che produrrà i vaccini per l’Italia – affermi che i vaccini “riducono la crescita della popolazione” vuol dire solo una cosa: che i vaccini o ammazzano, o sterilizzano, o rendono gravemente handicappati al punto da non permettere l’atto riproduttivo.
E in effetti c’è una lunga serie di contenziosi in tutto il mondo tra i vaccini finanziati dalla Gates Foundation e prodotti dalla Glaxo e le popolazioni colpite dai loro effetti collaterali.
In Kenia medici e vescovi locali hanno accusato i vaccini somministrati dall’Oms e dal governo di rendere le donne sterili. Con la stessa accusa i vaccini sono stati ritirati dalla Nigeria.
In India, Pakistan e altri Paesi, ai vaccini finanziati dai Gates e dalla Rockefeller Foundation sono stati attribuiti numerosi decessi infantili e disabilità. Una delle accuse più frequenti è stata quella di aver iniettato vaccini non adeguatamente sperimentati, utilizzando i bambini come cavie e senza un vero consenso informato. In India il vaccino incriminato era il Cervarix anti papilloma-virus della Glaxo.
Continuando con i rapporti tra Gates e la Glaxo, nel 2012 il supermiliardario venne coinvolto in uno scandalo, perché un suo dipendente, Tachi Yamada, fu accusato dal Senato Usa di aver perseguitato un medico che avrebbe messo in luce gli effetti collaterali di alcuni medicinali della compagnia farmaceutica. L’azienda venne condannata ad una megamulta di 3 miliardi di dollari per condotta fraudolenta.
Gates ha finanziato numerosi progetti di vaccinazione della Glaxo, come si evince dal sito della Gates Foundation, ad esempio qui e qui.

Ma Gates non è solo un convinto sostenitore dei programmi di vaccinazione: è anche un convinto eugenista e possiede oltre 500mila azioni della Monsanto, la azienda agroalimentare più cattiva al mondo, leader nel settore degli Ogm e delle cause ai produttori di cibo biologico.
Gates e Rockefeller condividono la propria passione per la riduzione della popolazione con Ted Turner, altro membro dell’elite dei super-ricchi e proprietario della Cnn, che ha affermato che una popolazione globale di 2 miliardi di persone sarebbe l’ideale.
Ciò equivale a sterminare qualcosa come 5 miliardi di persone.
Per chi capisce l’inglese, consiglio vivamente questo video che mette in collegamento la supercupola degli uomini più ricchi del pianeta con un progetto di drastica riduzione della popolazione, da ottenersi tramite vaccini adulterati, sostanze tossiche nell’aria, nel cibo, nell’acqua e nei prodotti di uso quotidiano; guerre e privazione di risorse, per preservare il proprio dominio globale.
Non è escluso che anche la crisi mondiale vada nella stessa direzione, oltre a perseguire lo scopo di distruggere la classe media e creare pochissimi super-ricchi a fronte di un oceano di super-poveri.

Ad aggiungere elementi al possibile progetto di riduzione della popolazione, si consideri questo servizio di Presa Diretta, in cui si afferma che la sterilità umana e animale è in aumento ovunque – assieme a comportamenti omosessuali – a causa dei prodotti chimici che usiamo ogni giorno; e si guardi questo famoso video della Casaleggio Associati, in cui si profetizza una nuova guerra mondiale nel 2020 e la riduzione della popolazione mondiale a 1 miliardo di persone entro il 2040.
La Casaleggio è notoriamente un’emanazione della Camera di commercio americana in Italia e dell’Aspen Institute fondato dai Rockefeller (di cui il cofondatore Enrico Sassoon era membro di peso), quindi non è escluso che sappiano in anticipo ciò che frulla in testa alle “elite”.

Per finire consiglio questo documento sulla partnership Gates – Rockefeller nel portare avanti un progetto di sterilizzazione di massa tramite le vaccinazioni.
E ora che anche in Italia un governo di criminali illegittimi sta cercando di imporre le stesse misure utilizzate nel Terzo Mondo, non resta che reagire nel modo più violento in difesa della nostra salute e del nostro diritto alla libera scelta.

 

P.S. Non è un caso che negli ultimi anni sia stato pubblicato un best seller, “Inferno” del massone Dan Brown, che sostiene apertamente la necessità di sterilizzare la popolazione per contrastare il crescente incremento demografico.
Le “elite” sanno come abituare la gente a certe idee.

Un parlamento e un governo di abusivi continuano a fare danni, tra Ceta, vaccini e immigrazione di massa. Intervista all’avvocato Giuseppe Palma

Sul nostro sito, da qualche tempo scomparso misteriosamente dalle ricerche Google (mentre resta rintracciabilissimo su altri motori di ricerca, quali Yahoo,  Bing o Lycos), abbiamo spesso trattato i temi dell’illegittimità del Parlamento (e quindi del governo che ne trae fiducia) e quello del contrasto tra Euro, Unione Europea e Costituzione italiana.
In questa intervista con l’avvocato Giuseppe Palma siamo tornati su questi temi, aggiungendoci il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio; il trattato “di libero scambio” Ceta; il decreto Lorenzin sui vaccini; lo Ius Soli e l’immigrazione di massa; la recente proposta di legge del Pd sull’apologia di fascismo.